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Questa volta Giuseppe Merlo ci intrattiene su Leonardo da Vinci, a 500 anni dalla sua scomparsa, definendolo tra l'altro come una sorta di cervello in fuga ante litteram, vista la sua permanenza in Francia, dove morì nel 1519. A proposito della moneta celebrativa che gli è stata dedicata...

Splendida, splendente: ma che bella moneta! L’Italia celebra la morte di uno dei suoi più geniali figli: Leonardo da Vinci, morto ad Amboise – cervello in fuga (?) – il 2 maggio del 1519 tra le braccia, come hanno ampiamente divulgato lacrimevoli stampe del secolo diciannovesimo, di Francesco I. Morto all’estero ma senza dubbio genio italico o, come orgogliosamente lo definiscono i suoi corregionali “toscanaccio d’ingegno”.

Ben dunque fecero molti politici italiani quando, sono trascorsi alcuni mesi, i francesi – grandeur oblige – ci scipparono “Il Genio”. È con mio grande stupore che osservando la lucente moneta, indubbiamente di fascino, noto che si è optato per il volto della Dama dell’ermellino del Museo di Cracovia: superba opera di Leonardo, ma in un museo estero. Chi ha scelto ha reputato che nessuna opera conservata in Italia fosse degna di commemorarne la morte? È pur vero che gli abbiamo dedicato la moneta da un euro, ma non stupiamoci se, complice la Gioconda, i nostri cugini se ne prendano la paternità.

Giuseppe Merlo