Strumenti

Rinnovato il consiglio dell’istituzione, è il momento di fare bilanci e rilanciare un ente catalogato fra le eccellenze del territorio, sia per l’amministrazione che per la qualità del servizio. La soddisfazione del sindaco.

Si è insediato in questi giorni il nuovo consiglio della fondazione Casa di soggiorno per anziani onlus di Bedizzole, eletto secondo nuove modalità volte a garantire una partecipazione più condivisa. La nuova procedura, infatti, prevede non solo nomine del sindaco, come in passato, ma anche scelte della cosiddetta consulta degli esperti, formata da presidente in carica ed ex presidente della struttura, dal sindaco precedente a quello in carica e da rappresentanti dell’albo sostenitori e benefattori, così da coinvolgere simbolicamente l’intera comunità nella gestione di ciò che, di fatto, rappresenta un patrimonio prezioso per tutti.

Il nuovo consiglio vede la riconferma del presidente uscente, Gianbattista Guerrini, nominato dal sindaco, così come scelta dal primo cittadino è Monia Rodolfi, mentre i componenti eletti dalla consulta sono Beatrice Pozzani, che ricoprirà la carica di vicepresidente, Giorgio Corsini (riconfermato) e Renato Corsini. Un giusto equilibrio di continuità e nuovi innesti per garantire stabilità, ma anche energie fresche in un’ampia scelta di professionalità: geriatra di fama il presidente, che dunque conosce e sa trattare la materia, ma anche un avvocato, un architetto, un commercialista, donne e uomini pronti a mettere a disposizione le loro competenze – a titolo gratuito, sottolinea il sindaco Giovanni Cottini – per continuare nel solco avviato da chi li ha preceduti.

Il presidente Guerrini ha sottolineato l’importanza sempre più centrale dei sostenitori e benefattori, ricordando che possono diventare soci sia i singoli che le associazioni o le realtà di tipo produttivo; tutti coloro, insomma, che siano disponibili a sostenere, sia attraverso denaro che mettendo a disposizione il proprio tempo in attività di volontariato. «La casa di riposo – insiste Guerrini – non è proprietà del sindaco né del cda, pertanto vanno coinvolti sempre più soggetti, perché si tratta di un bene di tutti. Anche su eventuali scelte strategiche future, il consiglio avrà come interlocutori non solo amministrazione e consiglio comunale, ma anche queste persone».

Guerrini ha inoltre definito come stimolante il compito di gestire questi enti, anche perché avere a che fare con le persone gratifica e arricchisce. Il consiglio precedente ha lavorato con impegno per garantire un buon livello di qualità e nel contempo mantenere in equilibrio i conti, impresa non facile visto che la regione negli ultimi 20 anni ha aumentato i contributi solo di un misero 2% e ai cittadini non si può aumentare continuamente la retta.

Anche il sindaco Giovanni Cottini ha espresso viva soddisfazione per l’insediamento del nuovo consiglio, che gode di tutte le premesse per tracciare impronte positive. «Si tratta di persone preparate – ha dichiarato Cottini – capaci professionalmente e sensibili umanamente, persone equilibrate e di buon senso che lavoreranno al meglio per completare il loro mandato. Noi come amministrazione siamo pronti al confronto nel proficuo clima di collaborazione vissuto fino ad oggi, per far sì che la nostra casa di riposo si mantenga come struttura di alto livello, apprezzata sia dagli ospiti che dai loro parenti».

Attualmente l'offerta dei servizi è varia e composita: oltre ai 110 posti letto (di cui 15 per malati di Alzheimer), ci sono 12 posti per il cosiddetto sollievo, il centro diurno integrato, 7 minialloggi protetti, più una residenza sanitaria per disabili con 16 posti letto. Da tempo è stato inoltre attivato il "Caffè Alzheimer", a sostegno dei familiari di chi soffre di questa patologia, e il Centro Servizi Salute per la presa in carico della cronicità, oltre a numerosi progetti, tra i quali la pet-therapy e la veloterapia, con uscite in barca a vela per ospiti, parenti ed équipe sociosanitaria.

Con un centinaio di dipendenti, la casa di riposo bedizzolese si configura tra l’altro come la più grande azienda del paese e non è facile governare la sua complessità. «Tra l’altro tutti sono assunti come dipendenti – conclude il presidente Guerrini – per evitare di subire l’inevitabile turnover imposto dalle cooperative esterne. Si tratta di una scelta più costosa, ma la consapevolezza di promuovere rapporti stabili e significativi con gli ospiti ha prevalso sulle ragioni economiche». Una scelta che genera benessere e soddisfazione anche fra gli stessi lavoratori, in una delle categorie più a rischio burnout e quindi da tutelare con particolare cura, visto che sono loro a occuparsi dei nostri anziani.

Giovanna Gamba