Strumenti

Una messa in suffragio dei poliziotti morti durante l'emergenza Covid-19 è stata celebrata questa mattina alla chiesa di San Francesco di Paola, su iniziativa dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato.

Organizzata dalla sezione bresciana dell’A.N.P.S., la celebrazione è stata concelebrata dai monsignori Alfredo Scaratti e Pierantonio Bodini e dal cappellano della Polizia di Stato don Roberto Ferrazzoli. La commemorazione è stata voluta come momento di rielaborazione del lutto che ha colpito tutta la popolazione civile e, nello stesso tempo, la Polizia di Stato nel personale in servizio e in congedo.

Durante l’emergenza covid ci sono stati tre deceduti tra i poliziotti, due per coronavirus e uno per motivi di servizio: l'Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato, voce storica della sala operativa della Questura di Caserta, Maria Sparagana, di 52 anni che lascia il marito e un figlio, deceduta il 18 marzo; il Sostituto Commissario della Polizia di Stato Giorgio Guastamacchia, di 52 anni, in servizio presso il dipartimento della Pubblica Sicurezza, componente della scorta del Primo Ministro Giuseppe Conte, che lascia la moglie e due figli, deceduto il 4 aprile; l'Agente Scelto della Polizia di Stato Pasquale Apicella, di 37 anni, morto in servizio il 27 aprile nel tentativo di bloccare gli autori di un tentato furto in banca a Napoli, che lascia la moglie e due figli, uno dei quali di pochi mesi.

Inoltre, l’ANPS di Brescia ha voluto ricordare tutti i Poliziotti in Congedo vittime di questa pandemia: Sandro Colonna, Antonio Presta, Guido Sassi, Remigo Madotto, Aldo Imbroisi, Benedetto Priolo, Carlo Annichiarico, oltre a tutti i soci, amici e familiari che ci hanno lasciato.

Poco prima dell'inizio della cerimonia, ciascun familiare di coloro che sono deceduti per covid-19 ha depositato una rosa ai piedi dell’altare in ricordo dei loro cari; la cerimonia si è conclusa con la preghiera del Poliziotto letta dalla moglie di Sandro Colonna.

Alla celebrazione eucaristica ha partecipato il Questore di Brescia Leopoldo Laricchia, oltre ai familiari delle vittime e agli organizzatori dell’ANPS. Tutti i partecipanti sono stati accolti all'interno della cappella che, con il protocollo in vigore, ha limitato il numero dei fedeli a sole 90 unità.