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Mercoledì 4 novembre alle 20:45, presso la biblioteca comunale, Cristina Gasparotti e Angelo Onger presenteranno il volume scritto a quattro mani sulla vita del sacerdote bresciano.

Dopo il successo della serata organizzata al Centro Paolo VI di Brescia, la figura di don Piero Ferrari sarà tratteggiata anche sulle sponde del Garda, poco lontano da dove è in fase di costruzione l’ultima opera da lui desiderata, l’ospedale oncologico “Laudato sii” di Rivoltella.

La storia di don Piero è la storia della civiltà dell’amore, che si fa largo nel mondo quando ognuno di noi comincia a darsi da fare per cambiarlo e migliorarlo. Nato a Clusane di Iseo nel 1929 e scomparso nel 2011, don Piero ha dedicato la sua vita sacerdotale all’ascolto attento dei bisogni dei poveri e dei più deboli. Non si è chiesto cosa potessero fare lo Stato, il Comune, i servizi sociali, ma si è speso in prima persona per loro. Minori, anziani, disabili sono così divenuti il centro del suo impegno, tanto che fin dagli anni Settanta ha fondato comunità di persone consacrate al loro servizio e assistenza nella quotidianità, la comunità femminile laicale Mamré. Negli anni Ottanta si è aggiunta la cooperativa Raphael, che tutt’oggi si distingue per la professionalità con cui affronta prevenzione, diagnosi e cura dei tumori.

Su queste e altre opere - ma soprattutto sulla sua spiritualità, che ha ispirato ogni gesto e azione di don Piero - interverranno a Sirmione Cristina Gasparotti e Angelo Onger, autori del volume Don Piero Ferrari: la civiltà dell’amore, a poche settimane dalla pubblicazione. Sarà l’occasione anche per cogliere, e raccogliere, l’eredità spirituale che il sacerdote bresciano con la sua testimonianza ha lasciato a tutti coloro che l’hanno conosciuto, ma anche a chi lo conosce solo ora, attraverso i suoi scritti e le sue opere.