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Venerdì 17 maggio alle 15, presso l’auditorium della Cassa Padana di Leno, verrà presentato l’ultimo volume di Enrico Giustacchini sul magistrato detective vissuto a Brescia nel medioevo e chiamato questa volta a indagare in quel di Leno. Sarà presente anche l’autore.

Il sesto romanzo del ciclo di Albertano ha appena visto la luce ed è in libreria da pochi giorni. Questa volta il giudice – personaggio ispirato all’omonimo magistrato realmente vissuto a Brescia nel XIII secolo – dovrà affrontare “Il caso del numero perfetto” e, a proposito di numeri, gli capiterà di vedere raddoppiati vittima e scena del delitto: in un breve lasso di tempo sono infatti commessi due omicidi, il primo in Valcamonica e il secondo nella bassa.

Dapprima, a Cimbergo, viene strangolato e appeso alle mura della rocca il luogotenente del castello dei marchesi Antonioli, mentre dopo poco il sapiente monaco benedettino Cipriano viene avvelenato nelle pertinenze dell’abbazia di Leno. Nonostante la distanza geografica, oltre che sociale e culturale tra le vittime, i due crimini sono connessi e compiuti da una stessa mano. Anzi, il giudice Albertano, chiamato a indagare, si renderà conto di trovarsi di fronte a un piano diabolico messo in atto da un assassino misterioso e spietato, il quale ha tutta l’intenzione di uccidere ancora. Per fermarlo, Albertano intraprende una corsa contro il tempo, spostandosi attraverso la provincia in compagnia del fedele amico Berengario, in una sfida apparentemente impossibile, ma alla fine vincente.

I numerosi colpi di scena della vicenda sono ambientati, come sempre, in terra bresciana negli anni intorno alla metà del Duecento, che l’autore ricostruisce fedelmente grazie a ricerche d’archivio accurate e in costante aggiornamento, di cui dà conto, come sempre, in appendice. Anche questa volta la narrazione è arricchita dalle immagini suggestive di Andrea Giustacchini, mentre è una novità il racconto finale, vincitore del primo concorso letterario dedicato ad Albertano: “Il giudice Albertano e il caso dell’ultima minuta”, di Roberto Bonzi.

Giovanna Gamba