Cultura

Venerdì 8 alle 20:30 e venerdì 22 aprile alle 21, presso il Piccolo Teatro Libero di corso Bazoli 89, a Brescia, andranno in scena due opere di Patrizio Pacioni.

 

La prima è Zastava 999, ambientata a Goli Otok o Isola Calva, località croata nell'Adriatico, sede di un terribile campo di concentramento durante la dittatura di Tito. Qui vivono Goran, ex-internato, il figlio Darko, combattente nel conflitto dei Balcani, e la nipote Katica, tre generazioni che attraversano il Novecento, dai tempi titini a ai nostri giorni. Il loro precario equilibrio sarà scardinato dall'arrivo di due turisti italiani, Riccardo e Milena, coniugi in crisi e prossimi alla separazione. La drammaturgia di Patrizio Pacioni e Daniela Morandini è messa in scena per la regia di Davide Del Grosso, che dirige Ivan Bonasia, Francesco Cundò, Valentina Maronese e la stessa Morandini. Per prenotare scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Lo spettacolo del 22 aprile, scritto sempre da Pacioni, è portato in scena dall'Associazione Teatranti in collaborazione con Le ombre di Platone e si intitola "Christine & Lea, le serve". È liberamente ispirato a un fatto di cronaca degli anni trenta del Novecento che vide protagoniste due sorelle, cresciute fra abusi e degrado, reagire alle ingiustizie subite compiendo un efferato delitto nella borghese Le Mans. La narrazione non giudica né fornisce risposte, piuttosto coinvolge lo spettatore nei confini sfumati di esistenze difficili, in cui si fatica ad attribuire i ruoli di vittima e carnefice. Sul palco Stefano Comini, Federica Foresti, Lia Pironi, Paola Michelotti, Paola Danieli, Samuele Danesi, con la regia di Katiuscia Armanni (aiuto regia Giuseppina Vivolo). Ingresso 12 euro e prenotazione obbligatoria al numero 351.8707889 o all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Patrizio Pacioni, romano trapiantato da lungo tempo a Brescia, ha fino a oggi pubblicato ventisette libri tra romanzi, raccolte di racconti e testi teatrali. Da circa dieci anni ha messo al centro della propria attività artistica la drammaturgia, con la predilezione per il cosiddetto "teatro d’inchiesta”, come i due drammi in calendario nei prossimi giorni. Nel 2020, con «Le notti di Monteselva» - che vede protagonista il commissario Cardona giunto ormai alla sua settima indagine - si è aggiudicato uno dei più prestigiosi riconoscimenti della letteratura italiana di genere: il premio Garfagnana in Giallo.

 

 

140 anni di Nepente: in occasione dell’importante anniversario e per volontà dell’amministrazione comunale, il celebre vino di Oliena riannoda i legami con il poeta pescarese a cui deve il nome, grazie al viaggio che il vate nel 1882 – aveva appena vent’anni – compì in Sardegna assieme ai due amici Edoardo Scarfoglio e Cesare Pescarella. 

Il sindaco Sebastiano Congiu e l’assessore all’Agricoltura Antonio Congiu hanno incontrato a Gardone Riviera il Presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri, donando con l'occasione alla Fondazione una bottiglia speciale di Nepente, celebrativa del 140esimo anniversario del viaggio del Vate a Oliena. Ma l’incontro con Giordano Bruno Guerri è servito soprattutto per porre le basi a una collaborazione sul binomio vino e d’Annunzio, primo passo della quale sarà l’evento previsto a maggio a Oliena: una giornata di studi che stimolerà la discussione sulla figura dannunziana, la sua visita in Sardegna e il percorso del Nepente negli ultimi due secoli, benchè la sua storia sia ben più datata.

“Sentiamo l’onore e l’onere di riannodare i fili della storia per tenere alta l’attenzione su uno dei nostri prodotti di punta che merita di essere valorizzato nei migliori dei modi. Dopo 140 anni ci sentivamo di restituire la visita a d’Annunzio e siamo andati a trovarlo nella sua storica dimora. Il presidente Giordano Bruno Guerri ci ha accolto con grande piacere e dimostrato un forte interesse per i nostri progetti. Un atteggiamento da subito disponibile e collaborativo che ci fa ben sperare per tante iniziative che abbiamo in serbo”, hanno detto gli amministratori.

Per il Presidente Giordano Bruno Guerri, ritornare in Sardegna con questo spirito nei luoghi dannunziani del suo primo viaggio ha un piacere davvero particolare: “Il felice incontro con gli amministratori di Oliena non è stato soltanto un'occasione per riscoprire la passione dell'astemio d'Annunzio con il nepente, unico vino a cui si sia mai interessato. Sarà anche l'opportunità di riportare d'Annunzio in quella terra, cui dedicò - giovanissimo - il suo primo viaggio, avventurosamente in barca a vela. E di riscoprire così, insieme a una zona meravigliosa della Sardegna, i suoi appassionati legami con l'isola". 

STORIE DI NEPENTE

Il 15 febbraio 1910, Gabriele d’Annunzio scrisse un articolo sul Corriere della Sera intitolato “Un itinerario bacchico”, ispirato a una lettera scritta l’anno prima da Marina di Pisa ad Hans Barth, giornalista tedesco residente a Roma e profondo conoscitore dei vini italiani. Nell’articolo, d’Annunzio fa un elogio di questo vino rosso-rubino chiamandolo aulicamente Nepente (dal greco “ne” = non e “penthos” = tristezza, nessuna tristezza, ma conosciuto prosaicamente fino ad allora come “su vinu de Uliana”), e afferma che lui “acquatile” non potrebbe dare al Barth notizie delle taverne pisane ma, ricordando un suo viaggio giovanile in Sardegna, afferma che, se l’amico gli farà visita: “…io vi prometto di sacrificare alla vostra sete un boccione d’olente vino d’Oliena serbato da moltissimi anni in memoria della più vasta sbornia di cui sia stato io testimone e complice... Non conoscete il Nepente di Oliena neppure per fama? Ahi lasso! Io son certo che, se ne beveste un sorso, non vorreste mai più partirvi dall’ombra delle candide rupi, e scegliereste per vostro eremo una di quelle cellette scarpellate nel macigno che i sardi chiamano Domos de janas, per quivi spugnosamente vivere in estasi fra caratello e quarteruolo. Io non lo conosco se non all’odore; e l’odore, indicibile, bastò a inebriarmi…A te consacro, vino insulare, il mio corpo e il mio spirito ultimamente….Possa io fino all’ultimo respiro rallegrarmi dell’odor tuo, e del tuo colore avere il mio naso sempre vermiglio. E, come il mio spirito abbandoni il mio corpo, in copia di te sia lavata la mia spoglia, e di pampini avvolta, e colcata in terra a piè di una vite grave di grappoli; ché miglior sede non v’ha per attendere il Giorno del Giudizio”.

Lunedì 21 marzo alle 17:45, al Teatro Sociale di Brescia (via Felice Cavallotti, 20), la poetessa sirmionese presenterà alcune poesie tratte dalla sua ultima raccolta. Organizzato dal CTB, in collaborazione con Pordenonelegge, l'evento è gratuito ma è obbligatoria la prenotazione, così come il green pass.

 

Nella ricorrenza della Giornata Mondiale della Poesia, il Centro Teatrale Bresciano, in collaborazione con Pordenonelegge, promuove l’incontro con Franca Grisoni, poetessa bresciana tra le voci più alte della scena italiana contemporanea, che presenta la sua nuova raccolta dal titolo "Le crepe", poesia di riflessione e interrogazione che nel dialetto restituisce pagine di profonda e delicata umanità. Franca Grisoni scrive infatti nel dialetto di Sirmione, dove è nata e dove vive. Tra le voci più alte della poesia contemporanea, l'autrice dialogherà con la giornalista Paola Carmignani.

L’incontro è intitolato Tènder: prendersi cura. Dopo i saluti istituzionali a cura del direttore del Centro Teatrale Bresciano Gian Mario Bandera, la presentazione sarà introdotta da un intervento del poeta bresciano Fabrizio Bregoli che di Grisoni scrive: “Sempre fedele alla grazia ruvida del suo dialetto bresciano, nella variante parlata sulla gardesana, la lingua della Grisoni si contraddistingue per la forza incisiva, netta, della dizione: nessuna edulcorazione, nemmeno quando i versi prendono una forma lirica più accentuata, ma grande sobrietà e misura unite all’autenticità di una parola che può essere anche scabra, impudica se questo serve a denunciare l’ingiustizia, il male”.

In un momento così difficile per l’Europa e per il mondo, la voce della poesia rappresenta l’aspirazione ad andare oltre i confini, oltre le lingue e le differenze, riconoscendoci come esseri umani e portando avanti un’idea del “prendersi cura” dell’altro e della natura - anche nel custodire le parole-verità e le espressioni della bellezza - che in un domani a venire possa diventare per tutti.

La partecipazione è gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili con prenotazione obbligatoria. Per prenotare, è necessario compilare l’apposito form presente sul sito del CTB: www.centroteatralebresciano.it.

Brescia sempre più internazionale. Nei giorni scorsi i docenti e gli allievi del @CHEI (Centro dell'Università Cattolica che si occupa di internazionalizzazione) si sono incamminati per le vie del centro di Brescia guidati da un gruppo di studentesse della Facoltà di Scienze Linguistiche.

Le studentesse hanno preparato il tour guidato della città in lingua inglese per gli ospiti internazionali e messo in pratica le nozioni imparate durante il corso di Language of Tourism tenuto dalla prof.ssa Francesca Poli per il profilo di Esperto Linguistico per il Turismo. Il tour ha fatto tappa a Piazza Loggia, Palazzo Loggia, Duomo Nuovo, Duomo Vecchio, Capitolium, Teatro Romano. Brescia sempre più conosciuta nel mondo!

 

Sabato 26 e domenica 27 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera e Salò è fra i luoghi della provincia che ospiteranno l'evento, ma solo nella giornata di DOMENICA. Saranno visitabili cimitero e lazzaretto, palazzo del Municipio, teatro comunale e il MUSA, Museo di Salò.

 

Le Giornate FAI di Primavera, il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, nel 2022 festeggiano la trentesima edizione e tornano nella loro tradizionale collocazione temporale – il primo weekend di primavera – dopo gli slittamenti degli ultimi due anni dovuti all’emergenza sanitaria.

L’evento di punta del FAI, grazie al quale dal 1993 a oggi sono stati aperti al pubblico e valorizzati più di 14.000 luoghi d’arte e natura in tutta Italia per un totale di oltre 11.000.000 di visitatori, si svolgerà sabato 26 e domenica 27 marzo e avrà come protagonista assoluto il nostro straordinario e ricco patrimonio, da scoprire e riscoprire partecipando alle visite - a contributo libero - proposte dai volontari del FAI in oltre 700 luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti in 400 città, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria vigenti.

Un weekend speciale per riconnettersi alla storia e alla cultura dell’Italia, che permetterà ai visitatori di sentirsi parte dei territori in cui vivono e di cui spesso non conoscono appieno la bellezza e il valore. Verranno aperti ville e palazzi storici, aree archeologiche, chiese di grande valore architettonico o storico-artistico, esempi di archeologia industriale, castelli, biblioteche, collezioni d’arte e musei. A Brescia e Provincia saranno impegnati quasi 300 volontari a cui si aggiungono gli apprendisti Ciceroni provenienti da diversi istituti del nostro territorio.

Per gli orari dettagliati e le prenotazioni consultare il sito www.giornatefai.it

Sabato 19 marzo alle 20:45, presso l'Auditorium Scuole Medie, l'assessorato alla Cultura del Comune di Toscolano Maderno propone lo spettacolo teatrale Gavroche, liberamente ispirato al personaggio dei Miserabili di Victor Hugo. Biglietto d'ingresso 5 euro.

Il piccolo Gavroche, monello di strada e rivoluzionario, rompe la "linea del male" con la sua famiglia di malavitosi. Con allegria, in una esplosione di vita, rompe anche con una scuola che lo ingabbia, che affligge ogni periferia o bassofondo, con la catena degli obblighi e delle attese altrui.

Quello che andrà in scena a Toscolano non è però un bambino, bensì un adulto dei giorni nostri. Si trova nel suo ufficio, un lanto scorrere del tempo vuoto, frenetico e sempre uguale che lo condurrà inevitabilmente al burnout. Proprio in quel momento riappare la sua anima e affiora la sua vocazione. Il protagonista riavvolge dunque il nastro e ripercorre la sua vita, in un viaggio di riconnessione interiore con i suoi sogni e il suo io bambino, alla ricerca di quel momento di smarrimento.

Con Marco Rizzo ed Erica Meucci, lo spettacolo Gavroche è scritto e diretto da Michele Mariniello. Si consiglia la prenotazione scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Per accedere alla sala è richiesto il green pass.

 

 

Riceviamo e pubblichiamo l'appello di Carlo Susara, presidente dell'ANPI di Lonato, che ha lanciato un crowdfunding per poter pubblicare un libro sul G8 del 2001, vissuto da un gruppo di manifestanti di Lonato e Castiglione delle Stiviere. Raccoglierà racconti brevi e un apparato di foto inedite, con interventi di alcune figure istituzionali significative.
 
 
E' partito il crowdfunding per un libro curato da ANPI Lonato e ANPI Alto Mantovano, c'è tempo fino al 9 aprile per contribuire a raggiungere l'obiettivohttps://www.produzionidalbasso.com/project/genova-per-noi-a-cura-di-carlo-susara/
 
Il libro racconta di quando nel 2001 da Lonato e Castiglione delle Stiviere partì un pullman carico di storie, sogni e speranze. Si andava a Genova per manifestare contro il G8. Dopo vent'anni abbiamo rintracciato chi era su quel pullman per mettere a confronto i sogni e gli ideali di allora con quelli di oggi: cosa è cambiato? Cosa è rimasto uguale?
 
Ne sono usciti una ventina di brevi racconti molto interessanti, accompagnati da un apparato fotografico inedito di quella manifestazione. Il volume continua poi con un secondo blocco che vede coinvolte alcune figure significative per il loro ruolo (sindacato, comunicazione, associazionismo etc.), al di là del fatto che abbiano partecipato o meno a quella manifestazione. Fra questi nomi abbiamo Massimo Ghiacci (Modena City Ramblers), Lucio Pedroni (Presidente ANPI provinciale Brescia), Gianluca Foglia (Autore teatrale e disegnatore), Silvia Spera (Segreteria nazionale CGIL).
 
Per informazioni potete fare riferimento al collegamento sulla piattaforma "Produzioni dal basso":
oppure a questa mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. A questo collegamento un breve video di presentazione:https://youtu.be/khEXYhbt_E4
 
Carlo Susara (Presidente ANPI Lonato)

Sabato 26 marzo la Fondazione del Teatro Grande di Brescia presenta la quinta edizione del progetto La Grande Notte del Jazz, ormai divenuto punto fermo del palinsesto artistico del Teatro Grande e dell’offerta culturale della città.

 

La Grande Notte del Jazz si terrà dalle 19.00 fino alle 23.30 e ancora una volta porterà in scena alcuni tra i più interessanti musicisti del panorama jazzistico italiano e internazionale. Gli artisti selezionati per questa quinta edizione provengono, oltre che dal contesto nazionale, anche da Svezia e Stati Uniti, due Paesi in cui la musica jazz ha radici profonde e una fervente scena contemporanea. Molti degli italiani presenti in cartellone hanno inoltre maturato importanti esperienze e successi all’estero e alcuni di loro che vivono oltre confine tornano in Italia appositamente per partecipare alla manifestazione bresciana. La Grande Notte del Jazz si configura quindi come un fertile terreno di scambio e condivisione di stili, esperienze e influssi differenti che la rendono uno degli eventi di riferimento per gli appassionati del genere.

Per l’edizione 2022 il Teatro Grande tornerà ad essere una piccola cittadella del jazz: dopo il concerto di apertura che ospiterà il pubblico in Sala Grande, tutte le sale del Teatro Grande saranno coinvolte contemporaneamente per la seconda e terza tranche di spettacoli: Ridotto, Sala Palcoscenico Borsoni e Salone delle Scenografie accoglieranno gli spettatori che avranno scelto uno dei tre percorsi ideati per partecipare a questa iniziativa, Ground, Air e Fire. Tutti i tre percorsi si apriranno in Sala Grande dalle 19.00 alle 20.00 con il concerto di apertura che vedrà sul palco Greg Cohen, uno dei più grandi contrabbassisti del mondo. Virtuoso dello strumento, compositore di musiche per teatro e cinema e uno dei musicisti più poliedrici della scena jazz americana, Greg Cohen si esibirà alla Grande Notte del Jazz 2022 con la chitarrista napoletana Eleonora Strino e il batterista veronese Zeno De Rossi.

Per chi sceglierà il percorso Ground, la serata proseguirà nel Ridotto del Teatro con due appuntamenti che si susseguiranno a partire dalle 21.30. Il primo vedrà protagonista la voce di Costanza Alegiani accompagnata dai due componenti del suo trio – Marcello Allulli al sax tenore e Riccardo Gola al contrabbasso e basso elettrico – oltre alla partecipazione del batterista Fabrizio Sferra. Cantante e compositrice romana, laureata in jazz al Conservatorio di Frosinone e in filosofia alla Sapienza di Roma, Costanza Alegiani ha pubblicato nel 2021 Folkways, progetto musicale che dà nome anche al concerto proposto per La Grande Notte del Jazz.

Dopo un breve intervallo, alle 22.45 prenderà la scena il Nazareno Caputo Phylum Trio composto dai musicisti Nazareno Caputo (vibrafono, percussioni), Ferdinando Romano (contrabbasso) e Mattia Galeotti (batteria). Il progetto del giovane vibrafonista di Firenze testimonia la particolare ricerca di questo ipnotico trio: il fascino principale della sua musica risiede nel primario interesse verso l’equilibrio e la coerenza formale, guidato dalla ricerca di elementi comuni nel confronto con la diversità.

Gli spettatori che opteranno per il percorso Air, trascorreranno la seconda parte della serata in Sala Palcoscenico Borsoni dove alle 21.30 si esibirà l’Ilaria Capalbo Quintet nel progetto Karthago che racconta la fondazione, l'ascesa e il declino dell'antica città di Cartagine, la cui regina e fondatrice Didone morì suicida per amore. Ilaria Capalbo, contrabbassista e compositrice napoletana di stanza a Stoccolma, giovane promessa del jazz italiano ed europeo, riesce a costruire una musica dal peculiare e sensibile percorso narrativo, vitalizzato dal contributo artistico di alcuni tra i più creativi musicisti svedesi: Thomas Backman (sax alto, clarinetti), Fredrik Nordström (sax tenore e baritono, flauto contralto), Samuel Hällkvist (chitarra) e Fredrik Rundqvist (batteria).

Il percorso Air prosegue alle 22.45 sempre in Sala Borsoni con un piano trio di recente formazione: il jazz vissuto come “ventre totale dalla gestazione continua” è al centro della poetica di Qaplá, trio nato da un’intuizione dell’eclettico batterista e compositore veronese Nelide Bandello, in cui confluiscono blues, be bop, musica brasiliana, canzone e improvvisazione libera. Ne sono artefici, insieme a Nelide Bandello, Alfonso Santimone al pianoforte e Stefano Dallaporta al contrabbasso.

Per coloro che si lasceranno invece affascinare dal percorso Fire, la serata proseguirà alle 21.30 nel Salone delle Scenografie con il progetto Musiche Invisibili di ARE – Andrea Ruggeri Ensemble, una formazione nata nel 2014 che vede coinvolti tredici musicisti italiani provenienti da diversi progetti e formazioni. Musiche invisibili è la trasposizione in musica del romanzo Le città invisibili di Italo Calvino e rappresenta la sintesi dei molteplici linguaggi sonori che sono parte del background del leader sardo, trapiantato in Veneto: jazz, rock, musica popolare, composizione colta e libera improvvisazione. Accanto ad Andrea Ruggeri (batteria, live electronics) si esibiranno Elsa Martin (voce), Mirko Onofrio (flauti, sax tenore, voce), Gabriele Mitelli (pocket trumpet), Francesco Ganassin (clarinetti, sax alto), Christian Thoma (oboe, corno inglese, clarinetto basso), Francesco Saiu (chitarra classica ed elettrica), Elia Casu (chitarra elettrica, live electronics), Nazareno Caputo (vibrafono), Oscar Del Barba (pianoforte, fisarmonica), Daniele Richiedei (violino, viola), Annamaria Moro (violoncello) e Giulio Corini (contrabbasso).

Infine, alle 22.45, il Salone delle Scenografie darà spazio alla musica di Federico Calcagno & The Dolphians. Classe 1995, diplomato in clarinetto e clarinetto jazz al Conservatorio Verdi di Milano, Federico Calcagno vive ad Amsterdam. Nel 2020 ha vinto il “Top Jazz” di Musica Jazz quale miglior nuovo talento italiano e nel 2021 è stato selezionato da I-Jazz per il progetto “Nuova Generazione Jazz”. Il sestetto The Dolphians è nato in omaggio a Eric Dolphy: propone composizioni originali e rielaborazioni di alcuni brani dello stesso polistrumentista afroamericano. Nel sound del gruppo – composto da Gianluca Zanello al sax alto, Luca Ceribelli ai sassofoni, Andrea Mellace al vibrafono, Stefano Zambon al contrabbasso e Stefano Grasso alla batteria – echeggiano atmosfere Blue Note degli anni Sessanta, arricchite però dalla peculiare ricerca del giovane leader e dalle forti personalità dei suoi partner.

Per partecipare a La Grande Notte del Jazz, da giovedì 10 marzo il pubblico potrà acquistare i carnet dei tre percorsi (intero 30,00 euro; ridotto under30 e over65 20,00 euro) alla Biglietteria del Teatro Grande, sui siti teatrogrande.it e vivaticket.com. Ricordiamo gli orari di apertura della Biglietteria del Teatro Grande: dal martedì al venerdì dalle 13.30 alle 19.00 e il sabato dalle 15.30 alle 19.00. Nel giorno dell’evento la Biglietteria sarà aperta fino alle ore 21.30). I concerti non verranno venduti singolarmente.

La Grande Notte del Jazz è un progetto della Fondazione del Teatro Grande di Brescia realizzato con la collaborazione artistica di Emanuele Maniscalco e Luigi Radassao. GLi organizzatori ringraziano per la collaborazione il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia e l’Ambasciata di Svezia in Italia. 

Giuseppe Merlo, storico dell'arte dell'Archivio di Stato di Brescia, interviene sulla nuova illuminazione di Santa Maria in Solario a Brescia.

 

“Fiat lux et lux facta est”: se bastasse il comando divino per accendere la fiaccola della cultura nella nostra città vivremmo in un mondo perfetto; ma così non è. 

È bastata, al contrario, la volontà e le risorse dei Rotary bresciani per dare rinnovata luce a Santa Maria in Solario (il nome è augurale) e ai tesori che vi si custodiscono. Dopo le trite giaculatorie dei politici, fortunosamente ridotte a tedioso brusio dalla bellezza tardo rinascimentale della chiesa di Santa Giulia, si raggiunge l’aula inferiore di Santa Maria, dove si conserva la lipsanoteca: l’avorio splende di novello fulgore e mostra ogni piccolo dettaglio della preziosa cassettina; ma tanto “splendore” acceca e appiana, a mio vedere, il delicato rilievo dell’opera.

Premetto che non amo la luce dal basso, ha un non so che d’infernale che m’inquieta, per cui non ho amato, e non amerò, la soluzione adottata per illuminare questo solenne spazio, dalle volte e dalle pareti in nudo medolo la cui trama è “teatralmente” drammatizzata dalla luce che sale radente dal pavimento, lasciando nell’oscurità le volte sulle quali due minuscoli led infastidiscono il mio occhio. Ineccepibile la luce che, calando dall’alto del corrimano, illumina, sublimandola, l’angusta scala che conduce all’aula superiore e ne rende sicura la salita.

Sotto il cielo stellato, la croce del re longobardo brilla di una luce che pare emanare dalla sua preziosa superficie più che frutto della rinnovata illuminazione. Gli affreschi che decorano le pareti, in gran parte eseguiti da Floriano Ferramola e dalla sua bottega, con la loro ingenua narrazione e gioiosità cromatica attenuano le “infernali” luci dal basso ridonando allo spazio la mistica atmosfera (e non magica come qualcuno disse nella presentazione) che il claustrale sito aveva all’epoca delle aristocratiche benedettine.

Visita finita, esco e guardo la luna la cui luce è inarrivabile anche con le nostre più sofisticate tecnologie e per un attimo dimentico il degrado, lo sporco e la maleducazione che spesso infetta la nostra superba città perdendomi nello sguardo orgoglioso, e senza tempo, dei tre personaggi del medaglione della croce di Desiderio cui va il nostro più grato ringraziamento per quel capolavoro che ci ha donato.

Giuseppe Merlo

Il Centro Teatrale Bresciano e il Comune di Brescia insieme per un'iniziativa dedicata alla commemorazione delle X giornate: appuntamento il 29 marzo alle 17:30 presso il Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria.

 

"Sugli aperti campi, sulle insanguinate vie. Le X giornate di Brescia e la Primavera dei popoli": questo il titolo dell'evento per ricordare la gloriosa resistenza dei bresciani di cui quest'anno ricorre il 173esimo anniversario.

L’incontro si presenta come lezione speciale del ciclo di lezioni storiche del CTB ed è dedicato al racconto e alla riflessione su quel momento decisivo per la storia della nostra città e del nostro paese, che consacrò Brescia come la Leonessa d’Italia, “la forte, la ferrea”, come ebbe a scrivere Carducci nella celebre ode "Alla Vittoria".

L’appuntamento è per martedì 29 marzo alle ore 17.30 presso il Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia (Piazza della Loggia, 1 – Brescia). L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento dei posti disponibili. Per prenotarsi è necessario compilare il form presente sul sito del Centro Teatrale Bresciano (www.centroteatralebresciano.it) alla pagina dedicata all’evento.

Il titolo scelto per l’incontro è una citazione dall’iscrizione impressa sulla base del monumento di uno dei protagonisti delle X giornate, Tito Speri, e rende l’idea di cosa significò la battaglia contro l’invasore austriaco per il popolo bresciano. La rivolta della città si inscrive in un quadro di profondi moti insurrezionali su scala internazionale che coinvolsero il biennio 1848-1849: per raccontare il clima politico e culturale italiano ed europeo e ripercorrere con appassionante narrazione le drammatiche vicende vissute da Brescia nella sua resistenza al maresciallo Haynau, saranno in dialogo gli storici Roberto Chiarini, già Professore dell’Università degli Studi di Milano e Coordinatore scientifico di Storie bresciane, e Fulvio Cammarano, Professore dell’Università degli Studi di Bologna.

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, e di Camilla Baresani Varini, Presidente del Centro Teatrale Bresciano.

Seguiranno poi gli interventi di Chiarini e Cammarano, affiancati dall’attore Luciano Bertoli che leggerà alcuni passi scelti dalla memorialistica e dai documenti sulle X giornate, compresi alcuni interessanti scritti di Giuseppe Zanardelli.

Sabato 26 marzo 2022 alle ore 21 presso il Teatro Centro Lucia di Botticino andrà in scena la seconda edizione di Botticino Danza Festival. Ingresso 8 euro, gratuito per bambini under 6.

 

Botticino Danza Festival è uno spettacolo di danza dove parteciperanno quattordici scuole di danza del territorio bresciano e dei paesi limitrofi per mostrare il meglio del lavoro svolto, soprattutto dal punto di vista della composizione coreografica. Il Festival darà l’opportunità ai ballerini di esibirsi mostrando il frutto di ore di allenamento e passione per questa disciplina, dando loro la possibilità di esprimere al meglio attitudini e talento.

Lo spettacolo vedrà esibirsi i ballerini delle seguenti scuole di danza: Art &Dance Studio – Villa Carcina (BS), Art Ballet – Medole (MN), Ballet School Theatre – Travagliato (BS), Centro Danza A. Settura – Manerbio (BS), Centro Danza – Borgosatollo (BS), Danza Étoile – Adro (BS), Danza Viva – Castenedolo (BS), G.B. Studio Danza – Botticino (BS), Master Academy – Castenedolo (BS), N.D. Company – Vicenza, Progetto Danza – Manerba e Brescia, S.N. Dance Studio – Mazzano (BS), Studio 76 – Brescia, Zero In Condotta – Brescia.

Per informazioni e prenotazioni chiamare o inviare un messaggio su WhatsApp al 340.3913752.

Il Centro Teatrale Bresciano aderisce a “Una sirena d’allarme contro la guerra”, iniziativa simbolica lanciata da TPE – Teatro Piemonte Europa per testimoniare la forza civile del teatro: una sirena prima di ogni spettacolo per ricordare la tragedia che si sta consumando e ribadire il proprio no alla guerra. 

 

In Europa sono tornate a risuonare le sirene d’allarme. Un suono sinistro che parla di guerra, di emergenze, di bombe e rifugi. Un suono che interrompe all’improvviso la normalità della vita quotidiana e la sostituisce con la paura della morte, con il terrore della distruzione. Un suono che richiama le pagine più tristi di una storia che non avremmo mai più voluto rivivere.

Il Centro Teatrale Bresciano aderisce all’iniziativa UNA SIRENA D’ALLARME CONTRO LA GUERRA proposta da TPE - Teatro Piemonte Europa, che chiede ai teatri italiani di far precedere ogni rappresentazione teatrale dal suono di una sirena d’allarme seguito dal seguente messaggio:

"Quella che avete appena sentito è una sirena d’allarme, ma ad essa non farà seguito nessuno colpo di cannone, nessuno strepito di mitragliatrice, nessuna esplosione di bombe, perché si tratta di un suono registrato, di un suono finto. Purtroppo, quello vero è tornato a risuonare in molte città abitate da donne, uomini e bambini che fino a ieri andavano a teatro, al cinema o a un concerto, proprio come noi stasera. Abbiamo deciso di introdurre lo spettacolo che sta per cominciare con questo suono per dire che il mondo del teatro italiano non è indifferente alla tragedia che si sta consumando in queste ore, che ripudia la guerra e che si stringe con commozione e solidarietà al dolore delle vittime".  

Accanto al CTB, hanno già aderito alla proposta Teatro di Roma – Teatro Nazionale, il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, il Teatro Franco Parenti di Milano, il Teatro Carcano, il Teatro Biondo di Palermo, il Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Teatro Elfo Puccini, Teatro Stabile del Veneto, Teatro Le Serre di grugliasco, Fondazione Cirko Vertigo, Teatro Perempruner, Teatro Café Müller, Compagnia il melarancio di Cuneo, Ass. Teatrale ArtiVarti dì Portogruaro, Associazione Culturale Gli Scarti, Teatro degli Impavidi di Sarzana e di Fuoriluogo. Hanno aderito inoltre molti teatri francesi: il CDN di Caen, il CDN di Vire, il CDN di Lille, il Théâtre di Sete, il festival Sens Interdit di Lione, il Dieppe Scène Nationale e altri se ne stanno aggiungendo in queste ore, anche in Germania.

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