Cultura

Sabato 11 aprile alle 17:30, Spazio Atelier 22 (via De Gasperi 122), presenterà l'evento "La poesia si spiega a leporello", a cura di Anna Lombardo e Valeria Raimondi.

I leporelli sono piccoli libri in un formato conosciuto anche come libro di concertino, per il suo dispiegarsi a forma di fisarmonica. Possiedono tutte le caratteristiche di un libro, ma sono versatili come un’opera d’arte. Il nome risale al servitore di don Giovanni nell’opera omonima di Mozart, Leporello, il quale per elencare le donne del suo padrone estrae un foglietto fatto proprio a fisarmonica.

L'incontro di sabato a Rezzato esplorerà la poesia d'autore, unendo letteratura e arte grazie alle opere presenti nel catalogo di leporelli curato dal Centro Internazionale della Grafica di Venezia. Si tratta di opere artigianali, realizzate a mano una per una, in un proficuo connubio fra arte e scrittura. All'incontro saranno presenti anche alcuni autori e autrici di queste realizzazioni uniche e preziose, artisti che hanno fatto propria la tradizione con un'apertura creativa verso la sperimentazione.

 

Questa sera alle 20:45, presso il teatro "Il Gabbiano", Ippolita Baldini riporta ai nostri giorni la figura di Santa Chiara, nell’anno dedicato a San Francesco per gli 800 anni dalla morte del Santo Patrono d’Italia.

 

Lo spettacolo si configura come un momento di leggerezza, una divagazione in salsa pop attorno alla figura di Santa Chiara. Il teatro di strada, la TV, la commedia, saranno gli elementi per trattare con rispettosa ironia i temi sollevati dalla Santa di Assisi: la predicatrice alla ricerca della gioia.

Introdotto da una improbabile voce radiofonica, lo spettatore vedrà comparire sulla scena altrettanti improbabili personaggi, tutti intrepretati dalla dirompente ironia di Ippolita Baldini, non a caso personaggio televisivo, nota al pubblico come “la Lucy”. 

La prima è Ortolana, la madre devota e “addolorata” dopo aver visto Chiara e le altre due figlie abbandonare la vita agiata, per ritirarsi in clausura. Le si contrappone Guelfa, un’altra madre, anche lei appartenente ai majores, i nobili di Assisi, che vede nello stile di vita di Francesco e Chiara, radicale e rivoluzionario, una seria minaccia ai privilegi di casta. E ci sarà spazio anche per “la Lucy”. Catapultata in questo contesto dai contorni surreali per dare la sua personalissima visione dell’amica santa.

Chiara d’Assisi fa solo una fugace apparizione. Giovane donna, resa ironicamente umana, alle prese con le prime difficoltà che gravano su coloro che sono chiamati a farsi “guida” per gli altri. Chiara la Santa, i suoi miracoli, la sua devozione, la sua fede, invece, restano sullo sfondo, avvolti nel mistero della sua vocazione e delle leggende che hanno circondato la sua esistenza. Ma in fondo è lei, con il suo esempio e i suoi insegnamenti, a muovere tutti i personaggi che si avvicendano nello spettacolo. 

Tutti i racconti, anche i più strani, cui si fa rifermento nello spettacolo, sono fatti realmente accaduti. Con questo non si vuole intendere che vi sia una qualche velleità storicistica. Tutto è virato verso il sorriso. Soprattutto, viene preso in considerazione l’impatto che ha avuto sulle persone, a partire dagli abitanti di Assisi rappresentati dalle figure di due madri: Guelfa e Ortolana. Gli uomini, anche Francesco, pur presenti in scena, non si vedono mai. È un mondo tutto al femminile. 

Santa Chiara, la sua vita, la sua clausura, la sua personalità, la sua fede, non sono l’oggetto esplicito del racconto. Non vengono mai messi in discussione, tuttavia sono presenti. Agitano i personaggi, esattamente come Chiara ha agitato la società del suo tempo, sia in seno alla Chiesa, intesa come istituzione, sia per le strade fra la gente comune. È proprio la cosiddetta gente comune, con le possibilità ironiche che offre ad un’attrice con le qualità di Ippolita Baldini, ad essere la protagonista di questa stravagante ballata.

Luigi Guaineri

Lo spettacolo nasce da un’idea di Walter Spelgatti. Drammaturgia Ippolita Baldini e Luigi Guaineri. Regia di Luigi Guaineri. Scene e costumi Melania Boccoli. Con il sostegno di Comune di Lovere, Club Santa Chiara – Associazione Nazionale della Comunicazione. Produzione Teatro de Gli Incamminati.

BIGLIETTO: intero 15 €, ridotto 7 € (under 16 anni).

 

 

Sabato 14 marzo dalle ore 16.00 e domenica 15 marzo dalle ore 11.00, il Vittoriale degli Italiani presenta “Fatica senza fatica”, un importante e atteso momento di celebrazione per la Fondazione, nuova tappa nel percorso di restituzione e rilancio del complesso monumentale. 

Cuore simbolico delle giornate di festa sarà la riapertura del Mausoleo, restituito al pubblico dopo un completo intervento di restauro e valorizzato da una nuova illuminazione realizzata in collaborazione con A2A. Insieme all’Auditorium interamente rinnovato, il Mausoleo incarna in modo esemplare l’impresa culturale immaginata e guidata dal presidente Giordano Bruno Guerri

Nel corso delle due giornate saranno inoltre presentate l’antologia di poesie dannunziane "Dolci le mie parole" curata da Guerri ed edita da Crocetti Editore; inaugurate nuove opere d’arte nel Parco e le mostre primaverili del Vittoriale, tra cui l’esposizione dedicata a Ugo Mulas, realizzata in collaborazione con Archivio Ugo Mulas, e le personali di Umberto Mariani con Il Cigno GG Edizioni, Lorenzo Capellini ed Emanuele Gregolin. 

Per l’occasione, l’ingresso al Parco del Vittoriale sarà gratuito per le due giornate di festa. Nella giornata di sabato 14 marzo il Vittoriale resterà aperto sino alle ore 22.00 (ultimo ingresso ore 21.00). 

Per maggiori informazioni e consultare il programma completo delle giornate: bit.ly/FaticaSenzaFatica.

 

 

 

Sabato 11 aprile alle 16, presso l'antica biblioteca della canonica (via Don Primo Adami 46), Paola Varalli presenterà il suo ultimom libro, in dialogo con Roberta Ghirardi.

 

L'Assessorato alla Cultura propone nuovo appuntamento della rassegna "Alla riscoperta della Storia... incontrando gli Autori", edizione 2026. Sabato 11 aprile alle 16, nell'Antica Biblioteca della Canonica di Gargnano, Paola Varalli presenterà il suo ultimo libro "Bordell per nagòtt. Molto rumore per nulla", un giallo edito da Todaro.

Dialogherà con l'autrice Roberta Ghirardi.

L'ingresso è libero sino ad esaurimento dei posti disponibili.

Domenica 29 marzo alle 18, presso la chiesa di San Biagio a Rivoltella, si terrà un concerto a ingresso libero in occasione della Pasqua.

 

Per la stagione concertistica 2025-2026 di Desenzano del Garda, il presidente Franco Masseroni e il direttore artistico Luca Ranieri propongono il concerto di Pasqua in programma il prossimo 29 marzo alle 18 presso la chiesa di San Biagio in Rivoltella. L’evento è promosso dalla città di Desenzano del Garda, in collaborazione con Garda Lake Music Excellence. 

A esibirsi sarà l’orchestra barocca “La mole armonica", gruppo barocco dell’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI, con Lorenzo Brufatto violino concertatore e Marta Pluda mezzosoprano.

L’ingresso è libero.

 

Domenica 8 marzo alle 16, presso la biblioteca antica della canonica (via Don Primo Adami 46 - Gargnano), verrà presentato il libro di Viorica Gotisan "La ragazza dai segni particolari". Ingresso libero.

 

In occasione della giornata internazionale della donna l’assessorato alla Cultura del Comune di Gargnano, in collaborazione con la parrocchia di San Martino e Liberedizioni, ha organizzato la presentazione del libro "La ragazza dai segni particolari" di Viorica Gotisan. Dialogheranno con l'autrice Flavio Casali e Marcello Zane, mentre le letture saranno a cura di Enrica Recalcati.

L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

Per informazioni contattare l’Ufficio Cultura del Comune di Gargnano: telefono 0365.7988305, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Per le festività pasquali il Museo di Salò ha previsto aperture straordinarie e ingresso gratuito per i residenti a Salò.

Sabato 4 e domenica 5 aprile (ore 10-18) il museo offre l'ingresso gratuito per i salodiani, mentre lunedì 6, giorno di Pasquetta, è in calendario un'apertura straordinaria dalle 10 alle 18. Sarà un'occasione per visitare le tre mostre in corso, la nuova sala immersiva e l'intera Collezione permanente del Museo.

A pochi giorni dall'inaugurazione del nuovo spazio immersivo che fino al 4 ottobre 2026 racconta la Magnifica Patria, il periodo di massimo splendore della comunità durante il dominio della Repubblica di Venezia tra XV e XVII secolo, il MuSa - Museo di Salò celebra le festività pasquali estendendo i propri orari di apertura (lunedì dell'Angelo, orari dalle 10.00 alle 18.00) e omaggiando i residenti del comune di Salò con l'ingresso gratuito valido per i giorni sabato 4 e domenica 5 aprile 2026.

THE LAST DAYS. Il ghiacciaio dell’Adamello nelle fotografie di Michele Gusmeri, in collaborazione con CAI Club Alpino Italiano – sez. Brescia.

Fino al 12 aprile 2026 la mostra fotografica The Last Days documenta l’arretramento della più vasta concentrazione di ghiaccio delle Alpi Italiane: il ghiacciaio dell’Adamello. Un racconto visivo sull’urgenza di una sfida ambientale, immortalando la bellezza effimera di un colosso destinato a scomparire. La mostra raccoglie oltre trenta scatti realizzati dal fotografo Michele Gusmeri con la tecnica Grande formato analogico: una fotocamera analogica di grande formato 8x10”, impiegando la tecnica del negativo su carta esposto attraverso antiche lenti fotografiche, nate da mani artigiane tra metà Ottocento e primi Novecento. Un toccante ritratto del ghiacciaio in questo momento specifico: i suoi Ultimi Giorni.

MARTA GOGLIO. Coreografie del contenere, a cura di Anna Lisa Ghirardi (conservatrice Civica Raccolta del Disegno di Salò).

La mostra è il capitolo inaugurale del progetto “PASSO A DUE. Nuove Generazioni in dialogo con la Civica Raccolta del Disegno di Salò”, un'iniziativa che mira a stabilire un confronto tra le opere della Raccolta salodiana e gli artisti delle ultime generazioni. Fino al 30 maggio 2026 l’esposizione mette a confronto undici disegni realizzati da Marta Goglio (1997), con altrettante opere da lei selezionate dall'archivio della Civica Raccolta del Disegno che ha sede al Museo di Salò (Enrico Baj, Vasco Bendini, Maurizio Bottarelli, Laura De Bernardi, Giuliano Guatta, Giusi Lazzari, Concetto Pozzati, Antonio Sanfilippo, Antonio Stagnoli, Bepi Romagnoni, Franco Sarnari). L’accostamento crea un ponte visivo e concettuale tra il patrimonio della Collezione salodiana e le sensibilità artistiche dell’oggi.

MAGNIFICA PATRIA 1426 – 2026.  Seicento anni di storia tra il Garda e Venezia, SALA IMMERSVIA e MOSTRA a cura di Federica Bolpagni (conservatrice MuSa), Giuseppe Piotti (archivista ASAR),  Enrico Valseriati (Università degli Studi di Padova) e Giovanni Pelizzari (Ateneo di Salò).

Inaugurata il 29 aprile, fino al 28 giugno la mostra dossier – pensata presenta una selezione di documenti, mappe e materiali storici riferiti alla Magnifica Patria, provenienti dall’Archivio Storico di Salò, considerato tra i più importanti della provincia di Brescia per il suo patrimonio, conservato e studiato grazie al prezioso lavoro dell’ASAR - Associazione Storico Artistica della Riviera. Fino al 4 ottobre, una sala immersiva accompagnerà i visitatori in un viaggio nella storia di Salò e dei comuni che aderirono alla Magnifica Patria: la federazione autonoma che per secoli costituì un unicum nel panorama politico della Repubblica di Venezia. Fulcro del racconto è il periodo di massimo splendore della comunità tra Cinquecento e Seicento. Attraverso un videoracconto il pubblico s’immergerà nelle atmosfere dell’epoca, scoprendo lo sviluppo dell’industria cartaria – una delle più fiorenti dell’Italia settentrionale – e l’affermazione delle arti figurative, con la presenza di Maestri come Romanino, attivo nelle chiese e nei palazzi locali, e di figure emblematiche come Gasparo da Salò, celebre liutaio e virtuoso, tra gli inventori del violino. Completa il progetto un calendario di conferenze tematiche affidate a storici, studiosi e divulgatori, che affronteranno temi connessi alla storia, all’arte, alla musica.

L'ingresso comprende inoltre l'accesso all'interna collezione permanente del MuSa, situato nel centro storico di Salò, in posizione dominante e a pochi passi dal lago, negli spazi di quello che fu il monastero di Santa Giustina, edificato a partire dal XVI secolo. Le collezioni attualmente esposte, dedicate alla storia, alla storia dell’arte e all’archeologia, alla scienza e alla tecnica, raccontano la storia della città di Salò e del suo territorio dall’età romana, con la sezione archeologica, all'epoca contemporanea della Civica Raccolta del Disegno di Salò, passando per i secoli della dominazione veneziana e per sezioni scientifiche come quella dedicata all'Osservatorio Meteo Sismico e alla Collezione anatomica del dottor Giovan Battista Rini. Dal 2023 ospita la sezione dedicata ai seicento giorni della Repubblica Sociale Italiana, intitolata L'Ultimo Fascismo (1943 - 1945).

 

Ha preso il via nei giorni scorsi la 54esima edizione della Pasqua Musicale Arcense, il festival di musica classica e sacra eseguita nei luoghi più belli del territorio (quest’anno con alcune novità) da formazioni di natura e di provenienza diversa: orchestre, ensemble e cori che propongono un'offerta variegata di programmi musicali.

Dal 21 marzo al 6 aprile, dieci appuntamenti e un programma ricco di musica e di cultura che coniuga tradizione e novità e invita a trascorrere la Pasqua riflettendo sui valori fondanti del festival, ossia lo scambio e la reciproca conoscenza, la condivisione di valori di pace, di conoscenza e di rispetto, il valore della musica come linguaggio comune europeo. Un messaggio che diventa, in queste settimane di tragici eventi internazionali, più che mai prezioso.

Il programma si annuncia con l’immagine di uno dei dipinti della Via Crucis di Roberto M. Iras Baldessari (foto di copertina) che si trova nella chiesa di San Giacomo Maggiore a Vigne: una deposizione che fa parte del ciclo di opere realizzate dall’artista trentino per la chiesa, nucleo di grande pregio. Qui si è tentuto il primo concerto sabato 21 marzo, con l’ensemble dei solisti di Segni di bellezza e la soprano Francesca Pacileo, per la concertazione di Michele Brescia, musicista altogardesano di adozione.

Al secondo appuntamento, un’altra novità: l’apertura della chiesa di Sant'Isidoro a Pratosaiano, dove domenica 22 marzo si è svolto il concerto del coro Voci Bianche Garda Trentino della Smag diretto dal maestro Enrico Miaroma.

Il terzo evento è un doppio appuntamento a cura dell’orchestra Gli Arconauti, sempre della Smag: ieri, 24 marzo, si è svolta una lezione-concerto di Rudy Parisi e Stefano Roveda, propedeutica al concerto vero e proprio, dal titolo “Il gioco delle meraviglie”, che si tiene nel salone delle feste del Casinò municipale venerdì 27 marzo alle ore 20.45.

Si conferma, anche in questa edizione del festival, la presenza di due formazioni arcensi che ne sono parte integrante: sabato 28 marzo alle ore 20.45 nella chiesa Collegiata la Camerata musicale Città di Arco, diretta da Dario Silveri, e domenica 29 marzo alle ore 20.45 nella chiesa di Santa Maria Addolorata a Bolognano l’Ensemble vocale Nicolò d’Arco, accompagnato dall’orchestra da camera Cappella Benacensis, per la direzione di Daniele Lutterotti.

La seconda settimana di festival si apre con un appuntamento speciale di Corde resonanti, rassegna ideata da Marco Toniatti: mercoledì 1° aprile alle ore 20.45 all'auditorium di Palazzo dei Panni Antonio Vicentini esegue al pianoforte musiche di Beethoven e Ravel.

La giornata del Venerdì Santo è quella della tradizionale celebrazione ecumenica della Passione, uno degli eventi più caratteristici e importanti del festival. Saranno presenti, insieme, don Francesco Scarin per la Chiesa cattolica e il pastore Christopher Werner per quella evangelica: un rito dal grande valore simbolico, in doppia lingua italiana e tedesca, che celebra l’unione e la convivenza di popoli, tradizioni e religioni diverse, principio ispiratore di drammatica attualità. La musica è a cura delle due trombe dell’orchestra della Pasqua musicale arcense Walter Brusniak e Norbert Niederer.

L’orchestra della Pasqua musicale arcense, composta da musicisti di fama internazionale, è protagonista, come di consueto, dei due concerti di sabato e domenica di Pasqua, quest’anno con la direzione del maestro Juheon Han. Sabato 4 aprile nel salone delle feste del Casinò municipale il programma propone Mozart con l'Ouverture da “Le nozze di Figaro” e il Concerto n. 1 per flauto e orchestra KV 3136, con la flautista Sarah Louvion, e Beethoven con la Sinfonia n. 2.

Il Concerto di Pasqua, momento centrale del festival, oltre che celebrare una delle festività più importanti dell’anno, è l’occasione per sentire il magnifico organo della Collegiata, recentemente restaurato: Andreas Benz, organista, e a Heidi Merz, timpanista, eseguono domenica 5 aprile con inizio alle 20.45 il magnifico Concerto per organo, archi e timpani in sol minore di Francis Poulenc.

Il festival si conclude con un altro appuntamento classico: il Concerto di primavera offerto dall’orchestra di fisarmoniche Città di Arco nel lunedì di Pasquetta, il 6 aprile alle ore 17.30 nel salone delle feste del Casinò municipale.

La Pasqua musicale arcense è organizzata dal Comune di Arco grazie alla direzione artistica del maestro Peter Braschkat, cittadino onorario impegnato fin dal 1973 nell’ideare e poi realizzare questo straordinario appuntamento culturale. All'organizzazione collaborano le parrocchie locali (le chiese di Arco, Bolognano e Vigne sono le sedi che interessano i concerti in programma) e la Comunità evangelica di Merano ed Arco, oltre la Smag (Scuola musicale Alto Garda) e tutte le formazioni musicali del territorio.

L’idea della Pasqua musicale arcense nasce nel 1973 con un piccolo prologo musicale; all’anno seguente risale la prima edizione, con tre concerti in calendario. Da allora la rassegna si è ripetuta ogni anno, ad esclusione solo del biennio 2020-2021, gli anni della pandemia. L’idea nasce dal musicista Peter Braschkat, che si confronta con il pastore Otto Zanfrini della comunità evangelica e con mons. Luigi Flaim, decano cattolico di Arco. Si vuole, attraverso la musica, creare le migliori condizioni di relazione e di scambio culturale fra il mondo germanofono e quello italiano, che ad Arco storicamente convivono.

 

Una nuova proposta per la rassegna Mavs for Kids: domenica 1 marzo coloratissimo appuntamento per bambini e bambine a partire dalle 15.

 

Domenica 1 marzo, presso la sede di piazza San Bernardino, si svolgerà l’attività “Il risveglio degli animali” durante il quale i partecipanti verranno coinvolti in letture ed attività dedicate agli animali del MAVS. La primavera è alle porte, gli animali  si stanno svegliando dal letargo, cosa avranno da raccontarci?

L’orario di inizio è per le ore 15.00. L’iniziativa, curata dai servizi educativi del MAVS in collaborazione con le educatrici della Cooperativa La Melagrana, con un costo di partecipazione di 2 euro a persona, è rivolta a bimbi e bimbe accompagnati.

I posti sono limitati, pertanto la prenotazione è necessaria e potrà effettuarsi mediante il link https://form.jotform.com/260472285448362  presente sul sito web del museo.

Per ulteriori informazioni, telefonare al 0365.371474 (dal martedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00 e il giovedì anche dalle 14.00 alle 17.00), oppure inviare una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

Dal 10 al 12 aprile 2026 torna uno degli appuntamenti più attesi della primavera gardesana: Fiori nella Rocca, giunta alla sua diciottesima edizione nella suggestiva cornice della Rocca di Lonato. 

Per tre giorni, questo straordinario complesso monumentale – che domina il paesaggio morenico del basso Lago di Garda – si trasformerà in un raffinato giardino diffuso, accogliendo vivaisti, collezionisti e appassionati provenienti da tutta Italia. La manifestazione si configura come una mostra-mercato dedicata a piante e fiori rari, arricchita da artigianato di qualità, proposte per il giardino e incontri tematici. 

Non solo esposizione, ma esperienza: visite guidate, laboratori e workshop accompagneranno il pubblico alla scoperta del mondo botanico, in un dialogo continuo tra natura e patrimonio storico. 

Negli anni, Fiori nella Rocca si è affermata come una delle rassegne più eleganti del settore, capace di unire ricerca botanica, estetica del verde e valorizzazione del territorio. La scelta della Rocca – fortezza di origine medievale e luogo simbolo della storia locale – contribuisce a creare un’atmosfera unica, in cui il fascino della pietra antica incontra la vitalità delle fioriture primaverili. 

In un Garda sempre più orientato verso un turismo esperienziale e di qualità, eventi come questo rappresentano un tassello fondamentale. Un invito, dunque, a vivere la primavera sul lago attraverso colori, profumi e saperi: perché il paesaggio gardesano, anche nei suoi eventi, continua a fiorire.

 

 

Venerdì 13 marzo alle 21, presso il CTM di Rezzato (via IV Novembre 91), i Laurel Canyon si esibiranno in un concerto organizzato per finanziare la Pinacoteca internazionale dell'età evolutiva Aldo Cibaldi. Ingresso libero con offerta a favore di PInAC.

 

Venerdì 13 marzo andrà in scena il live dei Laurel Canyon (Adolfo Galli a voce e chitarra, Joe Damiani a batteria e percussioni, Gigi “Berghem” Zucchinali a chitarre e voce, Franco Testa al basso) che suoneranno nello storico teatro rezzatese, con ingresso gratuito. Al pubblico si chiede un’offerta (libera) a sostegno dell’attività istituzionale di PInAC - Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva Aldo Cibaldi; il concerto rientra infatti tra le iniziative culturali di una più vasta campagna di raccolta fondi crowdfunding a favore della fondazione, a sostegno del progetto di rigenerazione urbana ”Mi racconti nonno?” ideaginger.it/progetti/miracconti-nonno-viaggio-nei-ricordi-per-costruire-il-futuro.html#tab_progetto.

Laurel Canyon è una band bresciana di folk-rock votata al verbo della West Coast. Il nucleo fondativo del gruppo è rappresentato da Adolfo Galli, Gigi “Berghem” Zucchinali e Joe Damiani. Tre amici con una disposizione naturale ad ampliare le fila a seconda delle occasioni, tanto che al CTM saranno in formazione a quattro, supportati dal sodale Franco Testa. Il nome del gruppo deriva dal quartiere collinare di Los Angeles che fece da palcoscenico alla Controcultura americana di fine anni Sessanta e principio di anni Settanta, attraverso artisti del calibro di Frank Zappa, The Doors, Tom Petty, The Byrds, Joni Mitchell, Jefferson Airplane e tanti altri.

Tuttavia, la proposta dei Laurel Canyon è incentrata essenzialmente sulla musica anni Settanta, pur senza disdegnare fughe in avanti o sguardi all’indietro, attingendo in particolare dal repertorio di Jackson Browne, David Crosby, Stephen Stills, Tom Petty, Neil Young, America, Bob Dylan e Rod Stewart. La formazione è d’altronde un concentrato di esperienze e influenze differenti in ambito musicale: alla voce e alla chitarra c’è infatti Adolfo Galli che, pur essendo essenzialmente un promoter (e di gran rango: insieme al socio Mimmo D’Alessandro ha portato in Italia Rolling Stones, Elton John, King Crimson, Justin Bieber, Roger Waters, Céline Dion, Gorillaz, Eric Clapton, Neil Young, Jeff Beck, David Gilmour…), è pure un raffinato strumentista, con vocalità e dizione adeguate; a percussioni, batteria e cori si disimpegna un professionista quale Joe Damiani, drummer e cantautore che ha collaborato con Zucchero, Sting, Massimo Ranieri, Paola Turci, Eugenio Finardi, Roberto Vecchioni, Andrea Bocelli, Robben Ford, oltre a frequentare assiduamente lo studio del maestro clarense Mauro Pagani; all’altra chitarra e come voce d’appoggio, figura Gigi Berghem, protagonista in proprio e con gli Only Stones e gli Amici di Francesca su tanti palchi della provincia. A loro si aggiunge Franco Testa, tra i più importanti bassisti e contrabbassisti italiani, nonché docente al Conservatorio di Trento, che vanta collaborazioni di primissimo piano tra le “note blu” a livello nazionale e internazionale (Enrico Rava, Stefano Bollani, Paolo Fresu, Enrico Pierannunzi, Lee Konitz, Paul Bley, Gerry Mulligan, tra gli altri), con frequenti incursioni nel mondo della canzone d’autore e del pop di casa nostra (Gino Paoli, Mina, Fossati, Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, Eros Ramazzotti).

Fondazione PInAC - Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva Aldo Cibaldi, che ha sede a Rezzato in via Disciplina 60, è la casa dei disegni dei bambini e delle bambine di tutto il mondo, una collezione di opere avviata dal direttore didattico e poeta Aldo Cibaldi negli anni Cinquanta. Oggi è un museo internazionale unico nel suo genere in Italia e in Europa, visitabile nei giorni feriali, che raccoglie oltre 8300 disegni da 83 paesi diversi e promuove il diritto all’espressione e all’arte per tutti i bambini e gli adulti interessati, collaborando con artisti, pedagogisti, filosofi, insegnanti ed educatori.

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. +39 3487310651

Mostra “John Vere‑Hodge: Alberi – radici profonde, rami e fioriture tardive” alla Galleria Civica G.B. Bosio. 

La Città di Desenzano del Garda presenta la nuova mostra dedicata all’artista John Vere‑Hodge, dal titolo “Alberi – radici profonde, rami e fioriture tardive”, a cura dello Studio Vere‑Hodge. L’esposizione sarà visitabile dal 21 febbraio all’8 marzo 2026 presso la Galleria Civica G.B. Bosio in Piazza Malvezzi. 

L’inaugurazione è prevista per sabato 21 febbraio alle ore 11.00, un’occasione per incontrare i curatori e immergersi fin da subito nel percorso artistico proposto.

La mostra esplora il tema dell’albero come simbolo di memoria, crescita e trasformazione: radici che affondano nel passato, rami che si protendono verso il futuro e fioriture che arrivano inaspettate, come metafora della vitalità creativa dell’artista. 

Orari di apertura 

  • Lunedì: chiuso
  • Martedì e mercoledì: 10.30 – 12.30
  • Giovedì e venerdì: 15.30 – 19.00
  • Sabato e domenica: 10.30 – 12.30 / 15.30 – 19.00

L’ingresso è libero.

 

 

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