Cronaca

Un automobilista, fuggito dopo aver provocato danni a un pedone a Roè Volciano, è stato individuato grazie al lavoro di investigazione degli agenti del comandante Vallini. 

 

L'episodio è avvenuto qualche mattina fa in località Rucco a Roè Volciano. Padre e figlio camminavano sul ciglio della strada, nei pressi di un'abitazione, quando un'automobile urta il primo, lo colpisce alla mano e lo sbalza addirittura contro il muro, che dista circa un metro da dove si trovavano i due. Mentre soccorre il padre ferito, il figlio urla per richiamare l'attenzione dell'automobilista e cerca di fermarlo, ma il conducente non rallenta e prosegue la sua marcia in direzione Salò.

Sul posto viene chiamata la polizia locale, che cerca e organizza le prime informazioni. Il figlio ricorda alcuni caratteri alfanumerici della targa, ma in zona purtroppo non sono posizionate telecamere per la videosorveglianza e risalire alla vettura diventa più difficile. Gli agenti tuttavia non si scoraggiano: ricorrono a dispositivi posizionati ad alcuni chilometri di distanza e nel frattempo raccolgono testimonianze. L'automobile viene infatti individuata e si acquisiscono anche alcune immagini utili all'indagine.

Il conducente viene convocato al comando e subito fa capire di non essere ignaro dei danni da lui provocati, visto che esordisce chiedendo se il motivo della convocazione siano i fatti avvenuti la mattina incriminata. Le scuse addotte in seguito, infatti, non lo scagionano ed è sempre più evidente che dichiara il falso dicendo di non essersi accorto di nulla.

L'uomo viene denunciato per omissione di soccorso e fuga dopo incidente con danni a persone. Il pedone per le lesioni riportate era infatti stato accompagnato all'ospedale di Gavardo, dove aveva ricevuto le cure di un ortopedico. L'automobilista denunciato è un 79enne residente a Vobarno.

Giovanna Gamba

(foto d'archivio)

In seguito alle ripetute segnalazioni di alcuni cittadini, in questi giorni la polizia locale di Prevalle-Paitone-Serle e i carabinieri di Nuvolento hanno controllato un intero complesso condominiale abitato da 41 nuclei familiari. L'operazione straordinaria ha generato sanzioni che verranno notificate nei prossimi giorni.

 

Il controllo congiunto che ha coinvolto la Polizia Locale di Prevalle-Paitone-Serle e i militari della Stazione Carabinieri di Nuvolento ha preso il via l'altra mattina presso un complesso residenziale di via Gardesana a Prevalle. Il complesso immobiliare è composto da quattro palazzine per un totale di 45 appartamenti e, secondo l'anagrafe, risulta abitato da 103 persone suddivise in 41 nuclei familiari. Oltre agli appartamenti, il complesso ospita anche numerose attività commerciali tra le quali un pubblico esercizio.

Da tempo alcuni residenti avevano lamentato difficoltà di convivenza per il mancato rispetto della regole, pertanto il sindaco ha allertato le forze dell'ordine in modo da identificare i cittadini abitanti nell'edificio e verificare le segnalazioni. Gli agenti sono riusciti ad accedere alla maggior parte delle unit abitative identificando 54 persone, sia di cittadinanza italiana che straniera. Tutti i documenti controllati sono risultati in regola, ma in alcuni appartamenti si sono riscontrate violazioni circa l'obbligo di dichiarazione di ospitalità, mentre in altri c'erano chiari segni di presenza di numerose persone nonostante ne fossero registrate solo un paio.

Il controllo è servito anche per avere una corretta mappatura degli interni delle palazzine che attualmente non sono censite presso il Comune con una propria lettera identificativa. L'attività di censimento e le relative verifiche proseguiranno nei prossimi giorni. Infine, gli agenti hanno colto l’occasione per informare tutti i condomini sulle regole corrette per la raccolta differenziata, visto che erano numerosi i sacchi di immondizia non ritirati dall'azienda incaricata perché non conformi a quanto stabilito per la raccolta.

Mistero intorno al ritrovamento questa mattina del corpo senza vita di una donna che è stato ritrovato lungo il Chiese in via Carlo Sormani a Gavardo. Ancora non è stata resa nota l'identità della donna, una 39enne: sul posto, dopo le segnalazioni, sono arrivati i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della Compagnia di Salò che stanno indagando per ricostruire l'esatta dinamica nella vicenda.

 

 

Si è svolta nei giorni scorsi sul Lago di Garda una complessa attività SAR coordinata dalla Guardia Costiera, che ha visto impiegate tutte le risorse di soccorso presenti lungo le coste del più grande lago d’Italia alla quale hanno preso parte più di cento persone, 20 unità navali, un elicottero, in sette diversi scenari.

E’ stata simulata una improvvisa e violenta perturbazione che ha attraversato il lago da nord verso sud con allarmi generati sul 112 NUE e sul numero 1530, che hanno fatto scattare l’impiego delle cinque unità della Guardia Costiera di Salò, oltre alle unità navali dei Vigili del Fuoco di Riva, Bardolino e Salò (impiegate tramite le rispettive sale operative dei Comandi Provinciali di Trento, Verona e Brescia), della Polizia di Stato di Peschiera, dei Carabinieri di Torri, della Guardia di Finanza di Salò, della CRI di Bardolino (idroambulanza del 118) e un'unità navale dei Volontari del Garda, che ha messo in atto, per le ricerche di profondità di un disperso (manichino inabissato e poi intercettato e recuperato su un fondale di oltre 20 mt), la loro strumentazione sonar, rov e drone subacqueo.

Gli scenari, tutti realistici, per l’impiego di simulanti delle varie protezioni civili presenti sul lago, hanno visto il recupero effettivo di un windsurfista a Torbole, una persona con sup a Limone, due unità da diporto alla deriva tra Garda e Desenzano, messe a disposizione dalla Lega Italiana Navale e in ultimo l'impiego di un traghetto - Nave Brescia - della Navigazione Lago di Garda - nell'ambito del progetto formativo interno della stessa società di navigazione denominato "Home Academy", ove si è simulato un incendio a bordo, un infartuato, persone in acqua e, in ultimo, l’evacuazione effettiva di venti passeggeri della protezione civile di Garda.

Impiegato anche un elicottero della Guardia Costiera di Sarzana per la ricerca di un windsurfista non rientrato dall’attività sportiva iniziata nella prima mattinata dalla località Campione del litorale bresciano. Dopo avere intercettato il manichino (appositamente lasciato alla deriva da una motovedetta nella prima mattinata) dal velivolo della Guardia Costiera è stato eseguito il lancio del soccorritore marittimo, che ha poi provveduto al recupero a bordo mediante operazione di verricellamento.

Utilizzata, altresì, un’unità di Comando locale del Vigili del Fuoco di Brescia per le ricerche di profondità e di superficie poste in essere alla baia del vento.

L’attività, di fondamentale importanza per testare il dispositivo SAR, è servita a confermare la sinergia ormai consolidare tra i vari Enti dello Stato che, sotto il coordinamento della Guardia Costiera, si sono addestrati, ognuno per le specifiche competenze, a rendere sempre più efficiente ed efficace l’attività di soccorso e pronto intervento sul Lago di Garda.

 

 

Il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, è intervenuto a sostegno degli agenti di polizia locale che sabato sera sono stati aggrediti mentre prestavano soccorso a quello che sembrava essere un passante a terra e in difficoltà. Riportiamo la nota del sindaco.

 

L’episodio di violenza avvenuto sabato sera ai danni di tre agenti della Polizia Locale è inqualificabile. Tre agenti sono stati aggrediti mentre prestavano soccorso ad un passante steso a terra, il quale a sua volta, insieme ai suoi aggressori, si è unito alle violenze contro gli agenti che hanno riportato lesioni giudicate guaribili da cinque a dieci giorni. Si tratta di un grave episodio che stigmatizziamo con forza. Ancora più odioso perché avvenuto durante un’attività di soccorso a quella che sembrava essere una persona in difficoltà.

Il lavoro di costante presidio contro la micro criminalità e l’inciviltà urbana svolto dai nostri agenti è quanto mai prezioso e sarà sempre più incisivo. La nostra città vuole essere al sicuro ed è costantemente presidiata grazie alla presenza della Polizia Locale e di tutte le altre forze dell’ordine.

Agli agenti colpiti, e a tutta la Polizia Locale, vanno il mio sostegno e la mia personale vicinanza insieme a quella di tutta l’amministrazione comunale.

Emilio Del Bono

La Polizia di Stato, insieme al Comune di Brescia, all’UTS e alla FIDAL Brescia, scende in pista per allenare le nuove generazioni all’uso consapevole e responsabile della rete.

 

Torna a Brescia il truck della Polizia di Stato "Una vita da social". Dopo il grande successo riscosso nelle precedenti edizioni, viene riproposta la campagna educativa itinerante, che venerdì 18 febbraio farà tappa a Brescia. Anche quest'anno, l'obiettivo è quello di sensibilizzazione i giovani sui "pericoli del web" e i rischi connessi all'uso della rete internet.

Il progetto, a cura del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e dell'Ufficio Relazioni Esterne, Cerimoniale e Studi Storici della Segreteria del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, è alla sua IX edizione e ha come tema "Haters e piccoli eroi". Quest'anno, inoltre, è cofinanziato dalla Commissione Europea e dal Ministero dell'Istruzione.

La Polizia di Stato scende in campo a fianco dei ragazzi con l'obiettivo "di fare in modo che il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse a un uso distorto delle tecnologie (account falsi, identità anonime, molestie online), non faccia più vittime". Il tour itinerante è partito da Bologna lo scorso 3 novembre e terminerà la sua corsa il 29 aprile a Roma, dopo aver toccato 73 città italiane.

Nella giornata di domani, venerdì 18 febbraio 2022, il truck della Polizia di Stato scenderà in pista per allenare l’uso consapevole dei web. Gli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni, in collaborazione con personale della Questura di Brescia specializzato sulle tematiche in argomento, hanno scelto una location d’eccezione, la Pista di Atletica “Gabre Gabric” inaugurata lo scorso 25 settembre dal Campione Olimpico della Polizia di Stato Marcell Jacbos. Per l’occasione, i poliziotti organizzeranno, a bordo del truck e all’interno della pista di atletica leggera, una vera e propria seduta di allenamento sull’uso consapevole del web che coinvolgerà diverse centinaia di studenti e insegnanti, atleti e allenatori, con l’obiettivo di prevenire le insidie del web e promuovere le opportunità della rete. L’evento avrà inizio alle ore 9.30.

Nella giornata di ieri la Polizia di Stato ha arrestato a Brescia una coppia di italiani incensurati che aveva allestito una serra di marijuana nella propria abitazione.

 

Una coppia di giovani italiani è stata trovata in possesso di una rilevante coltivazione di marijuana presso l’abitazione ed è stata arrestata dalla polizia. Poco prima, a un controllo su strada, i due erano stati trovati con una pistola ad aria compressa priva del tappo rosso, due coltelli, numeroso denaro contante, presumibile provento dell’attività di spaccio, e alcuni grammi di marijuana.

Nel corso della mattinata, difatti, una pattuglia delle Volanti ha proceduto al controllo di due ragazzi italiani che transitavano in auto in via Amba d’Oro: nonostante l’utilizzo dei dispositivi luminosi e acustici, i due hanno ignorato per qualche centinaio di metri l’invito ad accostare, per poi fermarsi e permettere agli agenti di operare gli accertamenti di rito.

Da subito gli operatori si sono accorti del forte odore proveniente dall’abitacolo, che, ad una ispezione più accurata, ha permesso di rinvenire due coltelli, un barattolo con alcuni grammi di marijuana, nonché numerose bombolette tipiche delle armi ad aria compressa: poco dopo, difatti, è stata rinvenuta una pistola soft air priva del tappo rosso, e pertanto facilmente confondibile per una arma da fuoco reale.

Dal controllo domiciliare, poi, si è avuto modo di appurare la presenza di due serre casalinghe, dentro le quali erano presenti numerosi vasi coltivati a marijuana.

La coppia, priva di precedenti, è stata arrestata con l’accusa di coltivazione di stupefacenti, mentre il ragazzo è stato altresì deferito in stato di libertà per porto di arma o oggetti atti ad offendere e sanzionato per lo stupefacente che aveva con sé.

L'episodio è avvenuto questa mattina intorno alle 11 in viale Venezia a Brescia. Vittima un uomo di 70 anni, ora ricoverato al Civile.

 

Gli uomini della Polizia di Stato questa mattina con il loro pronto intervento hanno salvato la vita ad un cittadino. Erano circa le 11, quando i poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura hanno ricevuto la segnalazione che c'era una persona a terra nel parco di viale Venezia. Giunti sul posto, gli agenti si sono trovati di fronte un 70enne privo di sensi sul manto stradale e attorno alcune persone le quali riferivano che l'uomo era stato colto da malore.

I poliziotti, dopo aver notato che l’uomo era in arresto cardiaco, hanno immediatamente effettuato le necessarie manovre rianimatorie con massaggio cardiaco durato ben oltre 10 minuti, fino a riattivare il battito. All’arrivo del personale medico il malcapitato era ancora in arresto cardiaco ed è stato quindi trasportato in codice rosso all’ospedale Civile di Brescia.

A pochi giorni dallo schianto in cui hanno preso la vita cinque giovani valsabbini, la stessa Sp 45 bis è teatro di un altro incidente gravissimo, con due morti e un ferito grave.

Lo schianto è avvenuto oggi, intorno alle 13, e ad essere coinvolti sono un autoarticolato e un furgone che si sono scontrati per cause in corso di accertamento. Ad avere la peggio sono stati gli occupanti del furgone: due uomini sono morti sul colpo, mentre un terzo è stato trasportato in gravi condizioni al Civile di Brescia. Trauma cranico per l'autista del tir, ricoverato in osservazione alla Poliambulanza. Le persone decedute avevano 53 e 28 anni, mentre il ferito grave è un 48enne. Di nazionalità polacca e ucraina, i tre erano operai che viagiavano sul furgone per raggiungere il luogo di lavoro.

Sul posto, oltre alle ambulanze e all'auto medica, è intervenuto anche l'elisoccorso. Al lavoro, inoltre, polizia stradale e vigili del fuoco, il che ha costretto gli agenti a deviare il traffico su strade alternative, facendo uscire a Rezzato chi proveniva da Brescia e a Nuvolera chi viaggiava da Salò. Si sono formate lunghe code, non ancora del tutto smaltite nel pomeriggio.

L'incidente richiama alla mente di tutti il tragico schianto del 22 gennaio scorso, quando cinque giovani valsabbini tra i 17 e i 22 anni hanno trovato la morte scontrandosi contro un autobus mentre si recavano in città per trascorrere il sabato sera con gli amici.

(Foto d'archivio)

La donna risiedeva a Vestone ed era madre di altri due figlioletti. Il decesso è avvenuto ieri, 21 aprile, all'ospedale di Gavardo, dove la signora aveva appena partorito con taglio cesareo.

 

Sono ancora oscure le cause della tragedia che ha gettato nella disperazione una famiglia originaria del Burkina Faso e residente a Vestone. La 37enne era giunta al termine della gravidanza senza evidenziare particolari problemi e anche il parto sembrava essere andato bene. Improvvisamente, invece, la signora è stata male peggiorando velocemnte e ogni tentativo di rianimarla è risultato inutile: nel pomeriggio di ieri purtroppo il suo cuore ha smesso di battere.

La Procura di Brescia, come sempre in casi simili, ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di omicidio colposo, acquisento le cartelle cliniche e tutta la documentazione medica della paziente di cui nelle prossime ore verrà eseguita l'autopsia.

La notizia della scomparsa della donna si è diffusa presto anche a Vestone, lasciando attonita l'intera comunità, che sta provando in qualche modo a lenire il terribile dolore del marito sconvolto e degli altri due bambini della coppia. Il neonato per fortuna sta bene, ma non potrà mai conoscere la sua mamma.

 

 

Il Comune di Brescia ha avviato uno sportello psicologico per i giovani dai 15 ai 25 anni. Il servizio è gratuito e sarà attivo il lunedì dalle 14 alle 18 e il giovedì dalle 15:30 alle 18:30.

 

L’assessorato delle Politiche Giovanili del Comune di Brescia, in collaborazione con Fraternità Creativa Impresa Sociale Scs Onlus, promuove uno spazio integrato di ascolto: uno sportello rivolto a giovani della fascia di età compresa tra i 15 e 23 anni.

Il servizio, attraverso un approccio multidisciplinare, vuole accogliere i diversi bisogni dei giovani riguardo ai loro vissuti personali rispetto ai processi di crescita, maturità e cambiamento e riguardo alle necessità relative alle dinamiche dei rapporti relazionali (familiari o di altra natura). Intende inoltre sostenere i ragazzi nella fruizione delle nuove tecnologie comunicative e digitali. In linea generale, lo sportello vuole offrire uno spazio di ascolto/orientamento neutro e non giudicante, favorire opportunità di riflessione, incrementare ed incentivare l’autostima e il senso di auto-efficacia e individuare, promuovere e incrementare abilità e risorse personali.

 

L’accesso allo spazio integrato di ascolto sarà attivo su due livelli consequenziali e complementari. Un primo livello riguarderà l’accoglienza e l’analisi del bisogno e metterà in contatto i giovani con il professionista competente. 

Operatrice incaricata sarà la psicologa Lucia Mazzetti che riceverà i ragazzi su appuntamento attraverso il contatto mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure tramite il numero di cellulare 345.6567137, raggiungibile con l’applicazione WhatsApp. Le giornate disponibili saranno il lunedì dalle 14 alle 18 oppure il giovedì dalle 15.30 alle 18.30.

La psicologa pianificherà un primo incontro direttamente con il giovane interessato per un’analisi-filtro del bisogno di ascolto e per la compilazione della documentazione necessaria per proseguire il rapporto (nel caso di minori sarà necessario il consenso di entrambi i genitori). Il secondo livello riguarderà la gestione dei colloqui individuali con il giovane. Dopo l’analisi del bisogno di ascolto avvenuta al primo livello, il professionista incaricato condurrà gli incontri valutando la situazione con maggiori elementi di profondità e definendo un piano di accompagnamento sostenibile e funzionale.

I colloqui si terranno nella sede dell’Assessorato alle Politiche Giovanili in via Marchetti 3.

 

 

 

 

Nella giornata di ieri, venerdì 11 febbraio, presso la Scuola Tovini – Verrocchio di Brescia si sono svolte le elezioni del Consiglio Comunale dei ragazzi. All’iniziativa erano presenti il presidente del Consiglio comunale Roberto Cammarata, il dirigente scolastico Gaetano Greco e l’insegnante Antonella Calabrò, referente del progetto.  

Il Consiglio Comunale dei ragazzi rappresenta il luogo in cui i ragazzi elaborano proposte per migliorare la città, riunendosi per esprimere le loro opinioni, per confrontare le idee e per discutere liberamente nel rispetto delle regole. Il Consiglio coinvolge i ragazzi delle classi quarte e quinte delle scuole primarie e gli studenti della scuola secondaria di primo grado di Brescia. L’esperienza è condotta sotto la regìa dell’amministrazione comunale e delle scuole del territorio. 

 

Altri articoli...