Cronaca

La polizia locale di Sirmione ha individuato un automobilista che circolava con la patente scaduta da anni. L'uomo, inoltre, guidava un'automobile priva di assicurazione e revisione, che gli è stata confiscata. L'operazione va ascritta a due neoassunti, così soprannominati dai colleghi perché nati entrambi nel 1999.

 

Con l'avvento della primavera, il lago diventa meta ambita anche solo per una breve passeggiata pomeridiana. Così deve aver pensato anche un 40enne di origine serba che ha invitato un'amica a trascorrere il pomeriggio in sua compagnia a Sirmione. Peccato che non avrebbe mai potuto mettersi alla guida, né tanto meno avrebbe potuto far circolare la sua Fiat Panda.

Come abbia potuto immaginare di eludere la sorveglianza elettronica è un mistero, dato che chiunque ormai sa che all'occhio elettronico nulla sfugge e le pattuglie addette al traffico vengono allertate in tempo reale. Infatti, al passaggio del mezzo presso le telecamere posizionate in territorio sirmionese, è scattata immediatamente la segnalazione alla polizia locale.

A questo punto entrano in scena quelli che il comando ha simpaticamente ribattezzato "i ragazzi del '99": accomunati dai natali sul finire del Novecento e dalla recente assunzione nel settembre scorso, i due agenti si sono finora distinti per capacità e competenza operativa in diversi servizi sul territorio. Come i loro omonimi del secolo prima, anche questi due "ragazzi del '99" hanno risposto prontamente alla chiamata e si sono mossi per fermare la Panda in questione.

Il conducente, consapevole della situazione, non ha nemmeno provato ad accampare scuse di fronte alla molteplicità delle contestazioni che via via soprendevano perfino gli agenti nel corso del controllo: l'automobile, infatti, viaggiava senza assicurazione, non era stata revisionata e addirittura era già stata oggetto di confisca. Avrebbe insomma dovuto essere in un deposito per auto confiscate, invece circolando ha messo in serio pericolo anche altre persone che avrebbero potuto essere coinvolte in un eventuale sinistro. L'automobilista, da parte sua, era in possesso di una patente scaduta da sette anni.

Gli agenti hanno dunque elevato verbali per oltre mille euro e hanno denunciato l'uomo per appropriazione indebita. Secondo le nuove normative, il soggetto è stato inoltre fotosegnalato presso la Polizia giudiziaria della Polizia locale di Brescia. L’auto, fatta recuperare dal carroattrezzi, è ora a disposizione dell’erario.

Giovanna Gamba

In relazione alle minacce denunciate dal sindaco di Bagolino Gianzeno Marca in queste giorni, va registrata la solidarietà giunta da più parti al primo cittadino del comune valsabbino. Tra coloro che hanno espresso vicinanza  di fronte agli attacchi personali e nei confronti della famiglia di Marca, anche il presidente della Provincia Samuele Alghisi che ha diffuso una nota alla stampa. "Sono vicino al sindaco di Bagolino - ha detto Alghisi - ed esprimo a lui e alla sua famiglia la mia piena solidarietà. Siamo di fronte ad atti vili, ignobili, che vanno contro ogni forma di democrazia. Nella speranza che i responsabili siano individuati rinnovo vicinanza e solidarietà a Gianzeno."

 

Un automobilista, fuggito dopo aver provocato danni a un pedone a Roè Volciano, è stato individuato grazie al lavoro di investigazione degli agenti del comandante Vallini. 

 

L'episodio è avvenuto qualche mattina fa in località Rucco a Roè Volciano. Padre e figlio camminavano sul ciglio della strada, nei pressi di un'abitazione, quando un'automobile urta il primo, lo colpisce alla mano e lo sbalza addirittura contro il muro, che dista circa un metro da dove si trovavano i due. Mentre soccorre il padre ferito, il figlio urla per richiamare l'attenzione dell'automobilista e cerca di fermarlo, ma il conducente non rallenta e prosegue la sua marcia in direzione Salò.

Sul posto viene chiamata la polizia locale, che cerca e organizza le prime informazioni. Il figlio ricorda alcuni caratteri alfanumerici della targa, ma in zona purtroppo non sono posizionate telecamere per la videosorveglianza e risalire alla vettura diventa più difficile. Gli agenti tuttavia non si scoraggiano: ricorrono a dispositivi posizionati ad alcuni chilometri di distanza e nel frattempo raccolgono testimonianze. L'automobile viene infatti individuata e si acquisiscono anche alcune immagini utili all'indagine.

Il conducente viene convocato al comando e subito fa capire di non essere ignaro dei danni da lui provocati, visto che esordisce chiedendo se il motivo della convocazione siano i fatti avvenuti la mattina incriminata. Le scuse addotte in seguito, infatti, non lo scagionano ed è sempre più evidente che dichiara il falso dicendo di non essersi accorto di nulla.

L'uomo viene denunciato per omissione di soccorso e fuga dopo incidente con danni a persone. Il pedone per le lesioni riportate era infatti stato accompagnato all'ospedale di Gavardo, dove aveva ricevuto le cure di un ortopedico. L'automobilista denunciato è un 79enne residente a Vobarno.

Giovanna Gamba

(foto d'archivio)

Verso le 11.00 un detenuto, già noto a quanto sembra per vari disordini in carcere e soggetto psichiatrico, ha appiccato il fuoco nella propria cella. Sembra che le motivazioni siano futili.  L'azione incendiaria del detenuto ha irritato altri detenuti che hanno tentato di aggredirlo. L'intervento immediato degli agenti ha evitato il peggio sia per la propagazione delle fiamme che per l'aggressione nei confronti del detenuto responsabile.

La vicenda è stata riportata in un comunicato della polizia penitenziaria in particolare dei rappresentanti della Cgil. Un comunicato che pone ancora una volta al centro dell'attenzione la situazione del carcere bresciano e in particolare di quello di Canton mombello. Nella nota si legge: “Il personale  di polizia penitenziaria non ce la fa più. Situazione al limite della sopportazione. Urgono immediati provvedimenti da parte dell'amministrazione penitenziaria, chiediamo l'allontanamento immediato del soggetto facinoroso e psichiatrico”.

 

 

 

I fatti risalgono a mercoledì 30 marzo, intorno alle 18, e prendono il via dal controllo a un'automobile in sosta nel centro storico.

Questa volta tutto parte da una segnalazione: ci sono tre persone sospette su un veicolo fermo in centro al paese. La polizia locale valsabbina accorre con due pattuglie e si trova a controllare un 27enne pregiudicato, originario del Marocco. Alla vista degli agenti il ragazzo, che è all'interno della propria auto, comincia a innervosirsi e si agita ancora di più quando la polizia comunica l'intenzione di perquisire la vettura e il giovane stesso. Del resto, dalla sua auto fuoriesce un forte odore inequivocabile, riconoscibile come prodotto da sostanza stupefacente. Tracce di droga sono infatti rinvenute sia sul sedile che sui tappetini, per cui il ragazzo viene segnalato alla Prefettura di Brescia come consumatore.

Durante la perquisizione personale, il giovane continua a dimenarsi e persiste nell'atteggiamento aggressivo vereso gli agenti, al punto da ferirne due, che hanno riportato lesioni guaribili in cinque giorni. La resistenza è continuata anche al comando dove nel frattempo il 27enne viene trasferito tra urla e continui tentativi di divincolarsi dagli operatori, che intanto gli hanno messo le manette. A questo punto il giovane viene arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e processato per direttissima nella giornata di ieri, giovedì 31 marzo. In seguito all’udienza il giudice convalidava l'arresto e  disponeva, in attesa di un'ulteriore udienza,  l’obbligo di presentazione per la firma, per due giorni la settimana, presso il Comando di Polizia Locale di Gavardo.

(foto d'archivio)

Si è svolta nei giorni scorsi sul Lago di Garda una complessa attività SAR coordinata dalla Guardia Costiera, che ha visto impiegate tutte le risorse di soccorso presenti lungo le coste del più grande lago d’Italia alla quale hanno preso parte più di cento persone, 20 unità navali, un elicottero, in sette diversi scenari.

E’ stata simulata una improvvisa e violenta perturbazione che ha attraversato il lago da nord verso sud con allarmi generati sul 112 NUE e sul numero 1530, che hanno fatto scattare l’impiego delle cinque unità della Guardia Costiera di Salò, oltre alle unità navali dei Vigili del Fuoco di Riva, Bardolino e Salò (impiegate tramite le rispettive sale operative dei Comandi Provinciali di Trento, Verona e Brescia), della Polizia di Stato di Peschiera, dei Carabinieri di Torri, della Guardia di Finanza di Salò, della CRI di Bardolino (idroambulanza del 118) e un'unità navale dei Volontari del Garda, che ha messo in atto, per le ricerche di profondità di un disperso (manichino inabissato e poi intercettato e recuperato su un fondale di oltre 20 mt), la loro strumentazione sonar, rov e drone subacqueo.

Gli scenari, tutti realistici, per l’impiego di simulanti delle varie protezioni civili presenti sul lago, hanno visto il recupero effettivo di un windsurfista a Torbole, una persona con sup a Limone, due unità da diporto alla deriva tra Garda e Desenzano, messe a disposizione dalla Lega Italiana Navale e in ultimo l'impiego di un traghetto - Nave Brescia - della Navigazione Lago di Garda - nell'ambito del progetto formativo interno della stessa società di navigazione denominato "Home Academy", ove si è simulato un incendio a bordo, un infartuato, persone in acqua e, in ultimo, l’evacuazione effettiva di venti passeggeri della protezione civile di Garda.

Impiegato anche un elicottero della Guardia Costiera di Sarzana per la ricerca di un windsurfista non rientrato dall’attività sportiva iniziata nella prima mattinata dalla località Campione del litorale bresciano. Dopo avere intercettato il manichino (appositamente lasciato alla deriva da una motovedetta nella prima mattinata) dal velivolo della Guardia Costiera è stato eseguito il lancio del soccorritore marittimo, che ha poi provveduto al recupero a bordo mediante operazione di verricellamento.

Utilizzata, altresì, un’unità di Comando locale del Vigili del Fuoco di Brescia per le ricerche di profondità e di superficie poste in essere alla baia del vento.

L’attività, di fondamentale importanza per testare il dispositivo SAR, è servita a confermare la sinergia ormai consolidare tra i vari Enti dello Stato che, sotto il coordinamento della Guardia Costiera, si sono addestrati, ognuno per le specifiche competenze, a rendere sempre più efficiente ed efficace l’attività di soccorso e pronto intervento sul Lago di Garda.

 

 

La polizia locale valsabbina ha individuato un autocarro rubato che viaggiava con targa contraffatta fra Gavardo e Paitone e, insieme ai carabinieri di Nuvolento, ha potuto restituire il mezzo al legittimo proprietario.

 

Ci è voluta una settimana circa di indagini, ma alla fine gli agenti ne sono venuti a capo e hanno brillantemente risolto il caso. Tutto inizia con la sensazione che un autocarro in transito sul territorio di Gavardo abbia qualcosa che non quadra e non circoli con targa propria. Viene messa in atto un'intensa attività di osservazione, abbinata a raccolta di immagini e a ricerche sul territorio. In poco tempo si riesce a individuare l'autocarro, scoprendo che ne era stato denunciato il furto, e si risale all'origine delle targhe, che appartenevano a un altro mezzo ed erano state rubate circa un anno fa.

Le pattuglie intanto sono in stato di allerta per monitorare il mezzo dalle targhe contraffatte, ma per qualche giorno non lo vedono circolare. La svolta avviene il giorno di Pasqua, quando l'autocarro dalla targa falsa viene rintracciato nel territorio di Paitone. Con l'aiuto dei carabinieri di Nuvolento, competenti per territorio, gli agenti contattano il proprietario derubato, residente a Brescia, e gli danno la lieta notizia, la miglior sorpresa pasquale che potesse arrivargli.

L'uomo raggiunge la pattuglia sul posto e si vede restituire subito l'autocarro. Le targhe contraffatte vengono invece sequestrate dalla polizia locale che nel frattempo continua a indagare per risalire a chi stava utilizzando il mezzo che da qualche giorno si aggirava per Gavardo.

Giovanna Gamba

Dopo una denuncia di furto, la polizia locale valsabbina si è subito messa sulle tracce del responsabile che è stato identificato e convocato in comando a Gavardo già il giorno dopo il fatto.

 

Nei giorni scorsi, in piazza a Gavardo, un uomo parcheggia il suo motociclo 125 per guardare dei prodotti esposti in una vetrina. Giusto un paio di minuti, una rapida occhiata e l'uomo si accinge a ripartire, ma il suo mezzo - rimasto a poca distanza con le chiavi inserite - è gia sparito. Il malcapitato incontra una pattuglia della polizia locale e racconta subito la disavventura, dopodiché si reca al comando per la denuncia.

L'allarme repentino permette di allertare le altre pattuglie che controllano il territorio, mentre a Gavardo gli agenti si mettono a indagare e interrogano alcuni testimoni. Neanche un'ora dopo, gli agenti di turno a Villanuova comunicano di aver notato un motociclo che sfrecciava in direzione Gavardo e di aver riconosciuto il conducente in quanto privo di casco: si tratta di persona nota al comando per altri reati e pertanto facilmente rintracciabile.

Nel frattempo le indagini e altre verifiche confermano inequivocabilmente che l'ipotesi è corretta e il motociclista incontrato a Villanuova è la stessa persona che si era impossessata del motociclo. Si tratta di un giovane di origine marocchina e residente a Gavardo. Il giorno dopo il ragazzo, sentendosi forse il fiato sul collo, fa trovare la moto sul confine fra Gavardo e Villanuova, ma ormai il gesto è inutile perché è già stato riconosciuto.

Lo stesso giorno viene infatti convocato al comando e, messo alle strette, ammette le proprie responsabilità. Il giovane viene denunciato per furto aggravato, oltre che per guida senza patente, mentre il motociclo viene restituito al legittimo proprietario, residente a Villanuova.

Giovanna Gamba

 

Nella giornata di ieri la Polizia di Stato ha arrestato a Brescia una coppia di italiani incensurati che aveva allestito una serra di marijuana nella propria abitazione.

 

Una coppia di giovani italiani è stata trovata in possesso di una rilevante coltivazione di marijuana presso l’abitazione ed è stata arrestata dalla polizia. Poco prima, a un controllo su strada, i due erano stati trovati con una pistola ad aria compressa priva del tappo rosso, due coltelli, numeroso denaro contante, presumibile provento dell’attività di spaccio, e alcuni grammi di marijuana.

Nel corso della mattinata, difatti, una pattuglia delle Volanti ha proceduto al controllo di due ragazzi italiani che transitavano in auto in via Amba d’Oro: nonostante l’utilizzo dei dispositivi luminosi e acustici, i due hanno ignorato per qualche centinaio di metri l’invito ad accostare, per poi fermarsi e permettere agli agenti di operare gli accertamenti di rito.

Da subito gli operatori si sono accorti del forte odore proveniente dall’abitacolo, che, ad una ispezione più accurata, ha permesso di rinvenire due coltelli, un barattolo con alcuni grammi di marijuana, nonché numerose bombolette tipiche delle armi ad aria compressa: poco dopo, difatti, è stata rinvenuta una pistola soft air priva del tappo rosso, e pertanto facilmente confondibile per una arma da fuoco reale.

Dal controllo domiciliare, poi, si è avuto modo di appurare la presenza di due serre casalinghe, dentro le quali erano presenti numerosi vasi coltivati a marijuana.

La coppia, priva di precedenti, è stata arrestata con l’accusa di coltivazione di stupefacenti, mentre il ragazzo è stato altresì deferito in stato di libertà per porto di arma o oggetti atti ad offendere e sanzionato per lo stupefacente che aveva con sé.

E’ giunta intorno alle 19:00 di ieri, sabato 9 aprile, alla Sala Operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda, la segnalazione relativa al mancato rientro di un windsurfista di nazionalità tedesca, che aveva parcheggiato la propria auto presso il parcheggio di un albergo del Comune di Tignale per intraprendere l’attività sportiva.

Immediato l’avvio del coordinamento delle ricerche da parte della Guardia Costiera del Lago di Garda, che ha disposto l’impiego in area di una propria motovedetta – la CP 862 –, di una pattuglia terrestre e di un un’unità dei Vigili del Fuoco di Riva del Garda.

Richiesto anche l’impiego di un elicottero dell’Aeronautica militare di Poggio Renatico, dei Carabinieri di Gargnano e dei Vigili del Fuoco di Brescia, questi ultimi muniti di droni per la ricerca litoranea.

Proprio i Vigili del Fuoco, intorno alle 03:00 di questa mattina, mentre l’elicottero dell’Aeronautica e la motovedetta della Guardia Costiera erano impegnati in attività di ricerca su una vasta area che abbracciava il centro e alto garda, hanno individuato, a pochi metri dalla costa, una tavola da windsurf vicino al circolo velico del Comune di Toscolano Maderno.

Recuperata dall’Equipaggio della Motovedetta della Guardia Costiera la stessa risultava essere riconducibile a quella con cui lo sportivo tedesco era stato visto per l’ultima volta nel pomeriggio di ieri intorno alle ore 16:00.

Sono, pertanto, proseguite per tutta la notte le ricerche del disperso, mediante due sortite aeree ed il costante impiego di unità navali della Guardia Costiera, mentre lungo il litorale costiero continuano le ricerche da parte dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri.

Le attività SAR proseguiranno anche nella giornata di oggi su tutto lo specchio lacuale gardesano, mediante l’impiego di altre unità navali e di elicotteri, per cercare di individuare il disperso.

Sempre nel pomeriggio di ieri, durante il passaggio della forte perturbazione, i guardiacoste di Salò, congiuntamente ai Vigili del Fuoco di Bardolino, erano intervenuti in soccorso di un velista in difficoltà e alla deriva, poi recuperato a bordo della Motovedetta della Guardia Costiera, nelle acque antistanti Lazise e sbarcato poi a Peschiera.

Intorno alle 18:00 di ieri, altro intervento tempestivo da parte della Guardia Costiera, ad un diportista che, infortunatosi ad una mano su un gommone a largo del porto di Portese di San Felice del Benaco, veniva raggiunto, trasbordato, assistito per la ferita e trasferito nel vicino porto ove era stato richiesto l’intervento del 118 al quale veniva consegnato dopo pochi minuti per le cure del caso.

 

 Foto repertorio

La polizia locale ha presentato il bilancio 2021: monitoraggio costiero, incremento di telecamere di videosorveglianza, progetto On The Road e attività istituzionali per una Sirmione sempre più sicura.

 

Tempo di bilanci per le attività della Polizia Locale di Sirmione, che anche nel 2021 si è occupata di molteplici attività per garantire servizi fondamentali sia ai cittadini che popolano il paese nella quotidianità, sia ai turisti. Le attività istituzionali ordinarie sono state principalmente suddivise tra interventi sul territorio, controlli costanti con il monitoraggio dei varchi elettronici per rilevare il transito dei veicoli, pratiche, accertamenti e molto altro.

"Il 2021 ci ha nuovamente impegnato - afferma Roberto Campagnola, assessore ai Lavori Pubblici, Viabilità e Sicurezza - per garantire il rispetto dei DPCM. Questo, soprattutto nella prima parte dell’anno, ha comportato restrizioni sulle nostre abitudini comportamentali, come l’obbligo di mascherina e il mantenimento delle distanze. Ciònonostante, Sirmione ha accolto molti turisti e la Polizia Locale è sempre stata in prima linea per assicurare sicurezza e tranquillità agli ospiti ed ai residenti, supportati da diversi mezzi operativi, garantendo in tal senso maggiore flessibilità di intervento anche nelle aree più complicate da raggiungere, quali spiagge e litorali”.

Grazie alla rinnovata collaborazione con il gruppo di Protezione Civile della Val Carobbio, gli operatori sono intervenuti nel mese di luglio in seguito al forte vento che ha abbattuto diversi alberi ad alto fusto e non. Il loro prezioso contributo nell’arco di pochi giorni ha consentito di liberare strade e litorali, restituendoli tempestivamente alla comunità. La nuova convenzione siglata con Il gruppo di protezione civile del Basso Garda ha invece permesso di monitorare le aree maggiormente affollate da bagnanti ed imbarcazioni, fornendo assistenza immediata e segnalando tempestivamente criticità ed infrazioni riscontrate durante il periodo estivo.

Nel corso dell'anno 2021 sono state accertate 36 violazioni alle norme della navigazione, inoltre gli interventi della protezione civile, tra cui il soccorso ad un bagnante in difficoltà, il traino di un'imbarcazione guasta, l’accompagnamento in porto di un natante che imbarcava acqua con il rischio di affondamento. A supporto del personale di Polizia Locale e di Protezione Civile, vi è stata altresì la partecipazione dei ragazzi che hanno aderito al progetto "On the Road", i quali hanno potuto testare modalità e procedure di soccorso che quotidianamente tutte le forze dell'ordine svolgono sul lago. A questi si aggiungono il monitoraggio dell’app 1Safe, forma di sicurezza partecipata che mette a disposizione del cittadino la possibilità di segnalare situazioni anomale o pericolose, e quella dell’app Librarisk, la piattaforma di comunicazione del rischio che permette alla cittadinanza di consultare il Piano di Protezione Civile del Comune, oltre che ricevere comunicati di allerta meteo.

Scendendo nel dettaglio, il personale ha redatto nel corso del 2021, 267 relazioni di servizio inerenti accertamenti, sopralluoghi, interventi, controlli espletati e segnalazioni a vario titolo effettuate. Sono stati stilati 8621 verbali, suddivisi tra sanzioni del codice della strada e violazioni amministrative, 3379 le pratiche di rinnovo o rilascio permessi di circolazione, 50 controlli per presunti illeciti urbanistici, taglio siepi e aree verdi, 133 pratiche di dichiarazione di ospitalità, 53 gli incidenti stradali rilevati.

Una sottolineatura importante riguarda la videosorveglianza, per la quale il Comune ha dotato il proprio territorio di un adeguato sistema integrato e permanente, coerente con le più recenti disposizioni in materia di incolumità pubblica e di tutela della sicurezza urbana. Il sistema si pone come principale obiettivo la sorveglianza notturna e diurna di particolari aree definite come "sensibili", tramite un'adeguata e capillare rete di telecamere di tipo fisso, facente capo a una o più postazioni di controllo. Durante l’anno 2021, il sistema di videosorveglianza è stato progressivamente implementato, passando dalle 37 telecamere del 2020, alle attuali 65. Anche il già attivo sistema di lettura targhe Selea, denominato ANPR (Automatic Number Plate Recognition), è stato incrementato, passando dalle 11 telecamere del 2020 alle 12 del 2021.

 

La donna risiedeva a Vestone ed era madre di altri due figlioletti. Il decesso è avvenuto ieri, 21 aprile, all'ospedale di Gavardo, dove la signora aveva appena partorito con taglio cesareo.

 

Sono ancora oscure le cause della tragedia che ha gettato nella disperazione una famiglia originaria del Burkina Faso e residente a Vestone. La 37enne era giunta al termine della gravidanza senza evidenziare particolari problemi e anche il parto sembrava essere andato bene. Improvvisamente, invece, la signora è stata male peggiorando velocemnte e ogni tentativo di rianimarla è risultato inutile: nel pomeriggio di ieri purtroppo il suo cuore ha smesso di battere.

La Procura di Brescia, come sempre in casi simili, ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di omicidio colposo, acquisento le cartelle cliniche e tutta la documentazione medica della paziente di cui nelle prossime ore verrà eseguita l'autopsia.

La notizia della scomparsa della donna si è diffusa presto anche a Vestone, lasciando attonita l'intera comunità, che sta provando in qualche modo a lenire il terribile dolore del marito sconvolto e degli altri due bambini della coppia. Il neonato per fortuna sta bene, ma non potrà mai conoscere la sua mamma.

 

 

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