Cronaca

Basta lattine e bottigliette per strada. Il Sindaco di Desenzano Guido Malinverno ha emanato un provvedimento nel quale, a seguito di numerose considerazioni sotto riportate, impone limitazioni al consumo, alla detenzione e alla vendita d'asporto di bevande in vetro o lattine nei week end compresi tra il 16 luglio e il 29 agosto 2021 sul territorio comunale.

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Nell’ambito delle attività di contrasto alla diffusione epidemiologica da Covid-19, gli Agenti della Divisione Amministrativa, nella notte di sabato 11 luglio, hanno sanzionato il proprietario della Discoteca Paradiso e contestualmente chiuso il locale per 5 giorni. Questo il comunicato della Questura.

Il controllo ha permesso di verificare che, all’interno del locale, vi era la presenza di oltre 500 persone che ballavano nella sala interna non rispettando alcun distanziamento ed erano prive di disposizioni di protezione delle vie respiratorie.

Quindi, per il proprietario della discoteca, è scattata la sanzione amministrativa, per aver permesso l’attività da ballo all’interno del locale, e posti i sigilli al locale.

Quindi gli Agenti hanno proceduto all’applicazione della sanzione accessoria della chiusura provvisoria della discoteca per 5 giorni, trasmettendo i verbali alla locale Prefettura, per quanto di competenza, per valutare l’eventuale chiusura del locale dai 5 ai 30 giorni.

 

 

L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di oggi, coinvolgendo un’autovettura e una moto. Codice rosso per il conducente della moto, giallo per la ragazza trasportata.

 

C’era una pioggia battente a ridurre notevolmente la visibilità ed è probabile che proprio alle avverse condizioni meteo vada imputata la causa del sinistro. Una donna residente a Villanuova, la 54enne D.P., viaggiava da Vobarno verso Brescia sulla sua Renault Twingo.

Al momento di immettersi sulla 45 bis dalla 45 ter, provenendo dalla valle verso la gardesana, si è fermata per il traffico molto sostenuto e, data la difficoltà della manovra, decide di fare inversione visto che l’altra corsia è libera e in prossimità c’è lo svincolo per tornare a Villanuova. Ha quasi completato la manovra, ma non si rende conto che nell’altro senso di marcia sta sopraggiungendo una moto con due persone a bordo. Il forte botto fa fermare l’automobilista che, scendendo dalla vettura, vede due persone a terra. Si tratta di un motociclista 39enne e della sua compagna 29enne, entrambi residenti nel milanese.

Sul posto arrivano subito i soccorsi che inviano lui in codice rosso al Civile di Brescia e lei in codice giallo all’ospedale di Gavardo. L’automobilista, visitata sul posto, risulta in condizioni discrete e non ha voluto farsi ricoverare. I due feriti sono coscienti, anche se sotto choc, e non sembrerebbero in pericolo di vita, ma l’urto è stato molto forte e i sanitari hanno deciso comunque per il ricovero d’urgenza dell’uomo, la cui prognosi sarà definita meglio nelle prossime ore.

Sul posto per i rilievi è giunta la polizia locale della Vallesabbia ai comandi di Fabio Vallini.

Giovanna Gamba

Il giovane, un 25enne residente a Villanuova, è stato riconosciuto ieri da un agente della polizia locale valsabbina che lo aveva sanzionato nei giorni scorsi. Per il recidivo le sanzioni saranno ora molto più pesanti.

 

I primi problemi risalgono al 4 luglio scorso: gli agenti avevano contestato all’automobilista il rifiuto di sottoporsi ad accertamenti per verificare se fosse sotto effetto di sostanze stupefacenti. In quel caso gli era stata ritirata la patente, ma dopo tre ore l’uomo era stato trovato ancora alla guida del mezzo appena sequestrato, quindi era scattata una nuova contestazione: guida con patente ritirata.

L’epilogo ieri, quando un agente in borghese - sempre nel territorio di Gavardo - ha riconosciuto lo stesso ragazzo ancora alla guida della macchina sequestrata, che avrebbe dovuto essere ferma in un cortile privato. Incurante del fatto di non avere la patente, il giovane circolava tranquillamente per le vie del paese.

L’agente ha fatto intervenire una pattuglia che lo ha fermato, contestandogli la guida con patente ritirata e recidiva, oltre alla guida di veicolo sottoposto a fermo amministrativo, il che prevede sequestro del mezzo ai fini dell’alienazione. Al giovane è stata inoltre revocata la patente perché stava utilizzando un veicolo sottoposto a fermo amministrativo. L’auto tra l’altro non era neppure sua, ma apparteneva alla compagna che abita in un paese limitrofo a Gavardo.

«In casi di questo tipo – precisa il comandante Fabio Vallini – le sanzioni sono molto pesanti.  La circolazione con veicolo già sottoposto a fermo prevede revoca e alienazione del veicolo stesso, più una sanzione che va da 1988 e 7953 euro. Inoltre, la guida con patente ritirata nel caso di recidiva comporta una sanzione tra i 2050 e gli 8200 euro».

Giovanna Gamba

Sono rimasti otto alveari su 24. Gli altri sono stati rubati all'associazione apicoltori di Brescia al Parco delle Cave a Brescia. Ecco il loro comunicato. Non è la prima volta che gli alveari vengono rubati. Necessario fare la massima attenzione: l'appello agli apicoltori di tutta la provincia.

 

Un oltraggio all’Associazione Apicoltori della provincia di Brescia, al Comune di Brescia che ha accolto le api nel più grande Parco della provincia, alla cittadinanza tutta e ai frequentatori del Parco che credevano in quel progetto e che si erano abituati alla  presenza degli alveari e che stamane presto ci hanno avvisato della loro scomparsa.

Non era quella una postazione privata. Le api erano state posizionate al Parco in virtù di un patto di collaborazione fra Comune e Associazione Apicoltori perché entrambi credevano in quel progetto. Il Comune si impegnava ad ospitare gli alveari all’interno del parco e a dare la sua assistenza e l’Associazione si impegnava a promuovere la conoscenza del mondo delle api presso la popolazione tutta, anche tramite alcune manifestazioni da svolgersi al parco.

Le famiglie di api erano al parco quasi fossero in una vetrina proprio perché il visitatore se ne chiedesse il  perchè e quale fosse il loro ruolo e la loro importanza. Esse ci danno l’80% della nostra alimentazione e con il loro lavoro di impollinazione di piante ed erbe fanno sopravvivere più del 70% della vegetazione contribuendo alla sopravvivenza di molte piante ed erbe ed al mantenimento della biodiversità.

 

Come apicoltori non siamo al parco per noi ma siamo lì per la popolazione. Siamo al Parco solo dallo scorso anno e, nonostante il virus, abbiamo già fatto alcune manifestazioni per la cittadinanza, per piccoli e grandi: la “giornata mondiale delle api” a maggio, “tra le arnie con Matteo” a giugno per ricordare un ragazzo scomparso per tumore e ribadire quanto sia importante salvare le api per proteggere la nostra salute. Stanno passando dall’apiario ragazzi degli oratori e dei centri estivi. Le comuni persone che passano dal parco spesso si fermano incuriosite dalla presenza delle api e ci chiedono molte informazioni. Vorremmo coinvolgere maggiormente in futuro scuole e popolazione con altre manifestazioni promozionali e abbellire lo spazio a noi concesso con molti fiori utili alle api proprio per dimostrare visivamente quanto è importante il rapporto api e fiori.

 

Ricostituiremo l’apiario come era perché siamo lì per un valore simbolico importante e per un servizio pubblico alla cittadinanza tutta.

 

 

 

 

L'incidente è avvenuto nel pomeriggio di oggi, lungo il "sentiero dei tralicci", tra Vesta e Baitoni. La vittima è un mantovano 65enne, che con un'amica stava affrontando il percorso ed è scivolato.

 

Si chiamava Angelo Gandini e abitava a Castiglione delle Stiviere, dove in questi giorni stava concludendo una lunga e brillante carriera di dirigente scolastico: da settembre avrebbe dovuto godersi la pensione. Con lui un'amica 54enne, testimone della caduta che, sconvolta, ha chiamato i soccorsi. I due escursionisti stavano percorrendo il sentiero sopra il lago d'Idro, quando l'uomo in un passaggio si è aggrappato ad un ramo che si è spezzato. Gandini ha perso l'equilibrio ed è purtroppo precipitato in un canalone, perdendo la vita.

La macchina dei soccorsi è giunta subito sul posto, con i Vigili del Fuoco di Vestone, Salò e Brescia che hanno portato in salvo la donna e si sono messi al lavoro per raggiungere lo sfortunato escursionista. Al momento i soccorritori sono riusciti a raggiungerlo, ma non ancora a recuperarlo e stanno valutando come muoversi. Sul luogo è arrivata anche l'eliambulanza, dalla quale si è calato il medico con un verricello, oltre a tutti gli altri mezzi di soccorso. 

Intanto è giunto anche il sindaco di Idro, Aldo Armani, profondamente scosso per la tragedia, così come l'intera comunità che sta seguendo con incredulità e tristezza le operazioni dei soccorritori.

Giovanna Gamba

L’incidente risale a qualche giorno fa, ma si è conclusa solo oggi la ricostruzione della dinamica. La Polizia Locale raccomanda la massima prudenza nell’uso di un mezzo che si sta diffondendo sempre più frequentemente sulle nostre strade.

 

Lo scontro era avvenuto il 22 luglio in centro a Paitone, ma si sono conclusi solo oggi gli accertamenti tecnici sul monopattino elettrico coinvolto. Anche la dinamica degli eventi è stata ricostruita dal personale della Polizia Locale di Prevalle-Paitone ed è risultata in linea con le dichiarazioni raccolte dalle persone coinvolte.

Il monopattino elettrico stava percorrendo via Mazzini trasportando un’altra persona oltre al conducente. Giunto all’intersezione con via Colombaro, il conducente non è riuscito ad azionare il freno motore, probabilmente per un mal funzionamento. Il veicolo, dunque, non si è fermato allo STOP e ha tagliato la strada a una Jeep che procedeva regolarmente su via Colombaro.

L’urto tra la parte anteriore dell’autovettura e il fianco dei ragazzi in monopattino è stato inevitabile. I due giovani, entrambi minorenni, sono finiti a terra, mentre l’automobilista ha prestato soccorso e chiamato il numero unico di emergenza. I minori sono stati trasportati presso l’ospedale di Gavardo, con una prognosi di 7 e 15 giorni per le lesioni riportate.

Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale di Prevalle e Paitone per i rilievi. A questo proposito, il comandante Massimo Zambarda sottolinea quanto sia importante la prudenza quando ci si muove con questo mezzo che attualmente per il codice della strada è considerato veicolo a tutti gli effetti.

«Questa volta – precisa il comandante – le conseguenze sono lievi, ma potevano essere ben peggiori. Bisogna perciò mantenere alta l’attenzione, anche nel nostro territorio, sull’uso sempre maggiore dei veicoli a propulsione elettrica, detti di micromobilità, per i quali il legislatore sta da tempo tentando di varare una corretta normativa. Allo stato attuale preme ricordare che i minori che utilizzano monopattini elettrici devono sempre indossare un idoneo casco protettivo. La guida è consentita solo dopo i 14 anni e il monopattino deve avere velocità massima 20Km/h. Inoltre, non può trasportare passeggeri oltre al conducente ed è vietato anche il trasporto di oggetti ingombranti».

Al momento non è ancora diventato obbligatorio stipulare un’assicurazione per poter circolare, anche se è vivamente consigliato. Infine, nel caso di modifica o maggiorazione delle prestazioni, oltre alla sanzione amministrativa da 100 euro è prevista la confisca del veicolo. Nel caso dei ragazzi di Paitone, tuttavia, la perizia ha confermato che il mezzo non andava sequestrato.

Giovanna Gamba

 

Riceviamo e pubblichiamo.

 

Il comitato Gaia di Gavardo e il comitato Visano Respira sono stati ricevuti in data 30/06 dal Commissario Straordinario nella persona del Prefetto Attilio Visconti in merito alla questione della collettazione del Lago di Garda.

Il Commissario ha illustrato quali sono i termini dell'incarico ricevuto che mira alla tutela del lago di Garda “ e non del Fiume Chiese” come ha tenuto a precisare e ha esposto quali sono le Sue scelte e le Sue intenzioni in merito al come intende procedere nella valutazione delle opzioni che ha indicato esclusivamente nei due studi presentati dall'Università di Brescia per conto del Gestore Acque Bresciane

Questi documenti saranno gli unici due studi di riferimento che verranno presi in considerazione per le Sue valutazioni e queste valutazioni avranno come unico elemento di confronto il tempo di dismissione della condotta sub lacuale tra la sponda bresciana e quella veronese e ha ribadito che da una prima analisi “il progetto di Lonato del Garda si presenta più critico rispetto a questo elemento”

Secondo le affermazioni del Commissario, non esisterebbe nessun documento ufficiale certificato attualmente agli atti che indichi con esattezza la fine vita utile della condotta.

In mancanza di tale documento il Commissario ha ribadito che, a seguito dell’incarico avuto, la responsabilità dell'eventuale problema ambientale causato dal cedimento della condotta verrebbe imputato al non operare con celerità da parte del Commissario.

A seguito di questa affermazione è intervenuto l’Ing Grumi Filippo che, con documenti ufficiali alla mano redatti dal gestore Acque Bresciane, documenti presenti sul sito dell’ente gestore e trasmessi all’Ato come da lettera accompagnatoria, sempre agli atti,  (documento che viene dagli scriventi quindi ritenuto a tutti gli effetti ufficiale), ha evidenziato che l’ente gestore, certifica che la vita utile della condotta sublacuale.

Preliminarmente è stata definita con precisione cosa si intende per “vita utile” di una struttura che non è certo una data di scadenza oltre la quale la condotta collassa ma semplicemente un termine indicativo oltre il quale ogni struttura, in questo caso la condotta sub lacuale necessità di manutenzioni straordinarie particolarmente onerose che ne consigliano la dismissione e la sostituzione.

Nella documentazione, agli atti, la vita utile della condotta  è certificata dal gestore che  ha indicato nel progetto la data installazione della condotta nel 1985 con una vita utile minima di 40 anni e massima di 50 portando la vita utile al 2035, a 14 anni da oggi.

Si evince che la tenuta in sicurezza della condotta sublacuale è indifferente rispetto all'esecuzione di uno o dell'altro progetto ed è perfino superiore alla durata del progetto veronese ed appare del tutto evidente che la fretta relativa alla dismissione della sublacuale non è giustificata dalla vita nominale della stessa.

Il Commissario ha ribadito che non ritiene tale documento sufficiente da esimerlo da eventuali responsabilità in quanto non fatto proprio dal Ministero o Università (e ci chiediamo come mai è stato impedito che fosse portato in Cabina di Regia).

Su questo punto non c'è stata possibilità di un punto d'accordo.

In merito alla collaborazione documentale che i due tecnici volevano fornire al Commissario per fornirgli ulteriori elementi di valutazione che lo agevolassero nella scelta migliore nel rispetto dell’incarico ricevuto, documenti che illustravano la possibilità tecnica di dimezzare i tempi della dismissione della condotta sublacuale, partendo proprio dalla documentazione integrativa prodotta da Acque Bresciane su incarico della Cabina di Regia, il Commissario ha dichiarato che non era interessato a prendere visione di questa proposta in quanto non portata avanti da un ente universitario istituzionalmente riconosciuto e pertanto i due tecnici si sono riservati di renderla pubblica nei modi e nei tempi che ritengono più opportuni.

Abbiamo, poi, dovuto apprendere che, diversamente da quanto preannunciato pubblicamente, sul fatto di esaminare tutti i progetti e contributi agli atti o nuovi, nella realtà dei fatti non è così, in quanto la decisione verrà limitata solamente esaminando gli attuali studi presentati da Acque Bresciane che sono appunto l'oggetto del contendere che ha portato al commissariamento.

Al di fuori dei temi del colloquio i due comitati fanno anche notare alcune incongruenze nel discorso evidenziato dal Commissario in merito ai contenuti della Sua nomina.

Nel decreto di nomina non si parla assolutamente di confronto fra solo due progetti oltretutto quello di Gavardo Montichiari è un confronto fra quattro progetti a cui andrebbe aggiunto quello di Lonato quindi tutti i progetti da confrontare sono almeno 5 e non due.

Nel decreto di nomina non si parla nemmeno di una data entro cui presentare una decisione e quindi la data del 28 luglio è una scelta autonoma del Commissario ed è una data che secondo noi dovrebbe essere revocata e posticipata.

Come considerazione finale riportiamo con un proverbio l’incarico a cui assoggettata la scelta del Commissario  … fare presto e bene non stanno insieme, … contrasta con ogni lavoro che ha bisogno del suo tempo, la fretta non permette di fare bene le cose.

Le variabili, le verifiche, i confronti l’enorme numero di dati, le condizioni ambientali –tecniche-economiche-sociali e culturali che sono enormi in una scelta progettuale di questo rilievo sono purtroppo ridotte a delle mere valutazioni sulle tempistiche di esecuzione dell’opera e di dismissione di una tubazione, per altro funzionante.

Gli enti preposti hanno perso anni proponendo soluzioni illogiche e divisive sul territorio escludendo ogni portatore di interesse territoriale di cui si devono assumere TUTTA LA RESPONSABILITA’ e ci ritroveremo a breve con l’imposizione del progetto Gavardo Montichiari  che è un progetto che non risolverà nemmeno i problemi del Lago di Garda in cui l’attuare sistema di collettamento e depurazione è solo una piccola frazione del degrado ambientale che abbiamo evidenziato anche nel nostro studio, citiamo solo gli scarichi abusivi, gli sversamenti industriali, artigianali ed agricoli, l’eccessiva antropizzazione, la cementificazione selvaggia, la distruzione delle fasce tampone che fanno da filtro agli ecosistemi ecc.. ecc…

L’importante è accelerare, unico criterio di scelta LA FRETTA e per far questo la scelta politico-ministeriale è quella di assoggettare un intero bacino imbrifero disgiunto dal lago addossandogli tutte le problematiche irrisolte degli ultimi 40 anni di questi territori lacustri che nulla hanno realizzato per rispettare almeno le normative contingenti del ciclo idrico integrato.  

Questo per noi resta inaccettabile.

I comitati.

 

 

 

Una petizione per chiedere giustizia per Umberto e Greta (uccisi il 19 giugno scorso da un motoscafo guidato da due tedeschi che sono tornati nel loro paese) è stata lanciata in questi giorni dal lago di Garda e viene firmata da moltissime persone in queste ore. E’ indirizzata al presidente della repubblica Sergio Mattarella. Nei giorni scorsi si è costituito uno dei due tedeschi che si trovavano sul motoscafo.

 

https://www.change.org/p/sergio-mattarella-giustizia-per-umberto-e-greta

 

 

 

Si rifiuta di sottoporsi al test per rilevare il consumo di sostanze stupefacenti mentre si trova alla guida dell’auto. Sono le 22 circa di sabato sera. Siamo a Gavardo. Gli agenti della Polizia locale lo bloccano e gli ritirano la patente proprio per aver opposto il rifiuto. Tre ore più tardi. Roè Volciano altra pattuglia, stessa persona. Ancora alla guida nonostante il ritiro della patente. A questo punto gli agenti non possono fare altro che sequestrare il veicolo e denunciarlo.

E’ questo uno dei casi affrontati nel fine settimana dalla polizia locale agli ordini di Fabio Vallini. Un altro conducente del posto di mezza età di Roè Volciano è stato bloccato e sanzionato. Anche lui guidava in stato di ebbrezza. Aveva decisamente alzato il gomito: 1,63 il tasso alcolemico a fronte di un limite di o,5. I controlli continueranno anche nelle prossime serate, soprattutto nei fine settimana.

 

 

Il Consiglio Direttivo della Comunità del Garda presieduta da Mariastella Gelmini nella seduta odierna ha deliberato di affidare ad un legale penalista l’incarico di costituzione di parte civile della Comunità nel processo penale che si svolgerà a seguito del tragico evento nautico del 19 giugno nel golfo di Salò, A TUTELA E SALVAGUARDIA DELL’IMMAGINE DELL’INTERO LAGO DI GARDA, così gravemente danneggiata dal predetto fatto delittuoso. La Comunità - si legge nella nota diffusa oggi - agirà in nome e per conto di tutti i Comuni gardesani e si affiancherà alle Parti Civili delle famiglie, del Comune di Salò e di Toscolano Maderno, Comuni di residenza delle giovani vittime. 

 

Infine la Comunità sollecita fortemente la conclusione dell’iter parlamentare per l’equiparazione del reato di omicidio colposo nautico a quello di omicidio stradale, pronta in caso di bisogno a predisporre una mozione in tal senso da sottoporre all’approvazione dei consigli comunali dei Comuni gardesani.

 

 

 

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