Cronaca

Uno sciame di api era finito tra le lapidi del cimitero ed è stato posizionato nell'apposita arnia da un apicoltore chiamato dalla polizia locale.

 

Nei giorni scorsi, gli utenti avevano segnalato alla polizia locale la presenza di vespe su alcune lapidi del cimitero di Calvagese della Riviera. Il sopralluogo dell’ufficio tecnico aveva invece evidenziato che si trattava di api, insetti protetti per legge, che andavano recuperate al più presto. Gli agenti, al comando di Stefano Dondelli, procedevano quindi a delimitare la zona interessata e a contattare l’apicoltore Alberto Zambarda, di Soprazzocco di Gavardo.

Per procedere c'era però bisogno dell'autorizzazione dei familiari di due defunti alla rimozione della lapide, dietro la quale si erano rifugiati gli insetti. Dopo questo passaggio, l'apicoltore nella mattinata di ieri, domenica 15 maggio, ha posizionato un'arnia accanto alle tombe con l'obiettivo di recuperare lo sciame non appena fosse tornato al cimitero verso sera. Così è stato: al tramonto tutte le api sono entrate nell'arnia e l'apicoltore ha potuto portare via la cassetta con il prezioso carico.

La polizia locale di Sirmione ha individuato un automobilista che circolava con la patente scaduta da anni. L'uomo, inoltre, guidava un'automobile priva di assicurazione e revisione, che gli è stata confiscata. L'operazione va ascritta a due neoassunti, così soprannominati dai colleghi perché nati entrambi nel 1999.

 

Con l'avvento della primavera, il lago diventa meta ambita anche solo per una breve passeggiata pomeridiana. Così deve aver pensato anche un 40enne di origine serba che ha invitato un'amica a trascorrere il pomeriggio in sua compagnia a Sirmione. Peccato che non avrebbe mai potuto mettersi alla guida, né tanto meno avrebbe potuto far circolare la sua Fiat Panda.

Come abbia potuto immaginare di eludere la sorveglianza elettronica è un mistero, dato che chiunque ormai sa che all'occhio elettronico nulla sfugge e le pattuglie addette al traffico vengono allertate in tempo reale. Infatti, al passaggio del mezzo presso le telecamere posizionate in territorio sirmionese, è scattata immediatamente la segnalazione alla polizia locale.

A questo punto entrano in scena quelli che il comando ha simpaticamente ribattezzato "i ragazzi del '99": accomunati dai natali sul finire del Novecento e dalla recente assunzione nel settembre scorso, i due agenti si sono finora distinti per capacità e competenza operativa in diversi servizi sul territorio. Come i loro omonimi del secolo prima, anche questi due "ragazzi del '99" hanno risposto prontamente alla chiamata e si sono mossi per fermare la Panda in questione.

Il conducente, consapevole della situazione, non ha nemmeno provato ad accampare scuse di fronte alla molteplicità delle contestazioni che via via soprendevano perfino gli agenti nel corso del controllo: l'automobile, infatti, viaggiava senza assicurazione, non era stata revisionata e addirittura era già stata oggetto di confisca. Avrebbe insomma dovuto essere in un deposito per auto confiscate, invece circolando ha messo in serio pericolo anche altre persone che avrebbero potuto essere coinvolte in un eventuale sinistro. L'automobilista, da parte sua, era in possesso di una patente scaduta da sette anni.

Gli agenti hanno dunque elevato verbali per oltre mille euro e hanno denunciato l'uomo per appropriazione indebita. Secondo le nuove normative, il soggetto è stato inoltre fotosegnalato presso la Polizia giudiziaria della Polizia locale di Brescia. L’auto, fatta recuperare dal carroattrezzi, è ora a disposizione dell’erario.

Giovanna Gamba

In relazione alle minacce denunciate dal sindaco di Bagolino Gianzeno Marca in queste giorni, va registrata la solidarietà giunta da più parti al primo cittadino del comune valsabbino. Tra coloro che hanno espresso vicinanza  di fronte agli attacchi personali e nei confronti della famiglia di Marca, anche il presidente della Provincia Samuele Alghisi che ha diffuso una nota alla stampa. "Sono vicino al sindaco di Bagolino - ha detto Alghisi - ed esprimo a lui e alla sua famiglia la mia piena solidarietà. Siamo di fronte ad atti vili, ignobili, che vanno contro ogni forma di democrazia. Nella speranza che i responsabili siano individuati rinnovo vicinanza e solidarietà a Gianzeno."

 

E’ giunta nel primo pomeriggio di ieri, alla Sala Operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda, la segnalazione relativa alla scomparsa di una ragazza della quale era stato trovato uno zaino sulla punta del sasso della rocca di Manerba.

E’ stato disposto l’immediato impiego di due mezzi navali della Guardia Costiera e contestualmente sono intervenuti anche il 118, con l’elisoccorso e i Vigili del Fuoco via terra, per eseguire le ricerche sulla scogliera, nonché  i  Carabinieri della locale stazione di Manerba, che dall’alto hanno notato il corpo di una ragazza sugli scogli.

L’elicottero del 118, giunto sulla rocca ha verricellato il sanitario, che ha constatato la morte della ragazza, mentre per il recupero è stato necessario che un guardiacoste dell’Equipaggio GC135B raggiungesse la scogliera a nuoto per collaborare con il sanitario a recuperare il corpo adagiandolo su una barella e trasportandolo sulla motovedetta CP 703.

Recuperato a bordo dell’unità della Guardia Costiera, la stessa ha fatto rotta verso il porto di Dusano di Manerba del Garda, ove in banchina vi erano autoambulanza del 118 e i Carabinieri che hanno assunto le attività investigative per ricostruire la dinamica della caduta della giovane donna.

 

 

Verso le 11.00 un detenuto, già noto a quanto sembra per vari disordini in carcere e soggetto psichiatrico, ha appiccato il fuoco nella propria cella. Sembra che le motivazioni siano futili.  L'azione incendiaria del detenuto ha irritato altri detenuti che hanno tentato di aggredirlo. L'intervento immediato degli agenti ha evitato il peggio sia per la propagazione delle fiamme che per l'aggressione nei confronti del detenuto responsabile.

La vicenda è stata riportata in un comunicato della polizia penitenziaria in particolare dei rappresentanti della Cgil. Un comunicato che pone ancora una volta al centro dell'attenzione la situazione del carcere bresciano e in particolare di quello di Canton mombello. Nella nota si legge: “Il personale  di polizia penitenziaria non ce la fa più. Situazione al limite della sopportazione. Urgono immediati provvedimenti da parte dell'amministrazione penitenziaria, chiediamo l'allontanamento immediato del soggetto facinoroso e psichiatrico”.

 

 

 

I fatti risalgono a mercoledì 30 marzo, intorno alle 18, e prendono il via dal controllo a un'automobile in sosta nel centro storico.

Questa volta tutto parte da una segnalazione: ci sono tre persone sospette su un veicolo fermo in centro al paese. La polizia locale valsabbina accorre con due pattuglie e si trova a controllare un 27enne pregiudicato, originario del Marocco. Alla vista degli agenti il ragazzo, che è all'interno della propria auto, comincia a innervosirsi e si agita ancora di più quando la polizia comunica l'intenzione di perquisire la vettura e il giovane stesso. Del resto, dalla sua auto fuoriesce un forte odore inequivocabile, riconoscibile come prodotto da sostanza stupefacente. Tracce di droga sono infatti rinvenute sia sul sedile che sui tappetini, per cui il ragazzo viene segnalato alla Prefettura di Brescia come consumatore.

Durante la perquisizione personale, il giovane continua a dimenarsi e persiste nell'atteggiamento aggressivo vereso gli agenti, al punto da ferirne due, che hanno riportato lesioni guaribili in cinque giorni. La resistenza è continuata anche al comando dove nel frattempo il 27enne viene trasferito tra urla e continui tentativi di divincolarsi dagli operatori, che intanto gli hanno messo le manette. A questo punto il giovane viene arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e processato per direttissima nella giornata di ieri, giovedì 31 marzo. In seguito all’udienza il giudice convalidava l'arresto e  disponeva, in attesa di un'ulteriore udienza,  l’obbligo di presentazione per la firma, per due giorni la settimana, presso il Comando di Polizia Locale di Gavardo.

(foto d'archivio)

Ancora una denuncia da parte del sindacato della Polizia penitenziaria rispetto alla situazione del carcere di Brescia.

Ecco il comunicato:

Poco dopo mezzogiorno un detenuto si è scagliato contro un ispettore della polizia penitenziaria in servizio presso la Casa circondariale di Brescia lanciando un secchio al volto. Il poliziotto ha riportato una grave ferita all'occhio, tanto che è stato necessario l'invio presso il pronto soccorso del Civile.

Il detenuto  si trovava in isolamento disciplinare per altri numerosi atti di intemperanze, già oggetto di diverse denunce penali da parte del personale per oltraggio, minacce e aggressioni. La Fp Cgil ha più volte sollecitato l'amministrazione ad un allontanamento dalla struttura bresciana, ma senza alcun esito.

Lanciamo l'appello al Provveditorato regionale dell'amministrazione Penitenziaria affinché trasferisca con immediatezza il facinoroso, chiediamo inoltre maggiore tutela della incolumità fisica per i poliziotti ormai demotivati professionalmente.

La polizia locale valsabbina ha individuato un autocarro rubato che viaggiava con targa contraffatta fra Gavardo e Paitone e, insieme ai carabinieri di Nuvolento, ha potuto restituire il mezzo al legittimo proprietario.

 

Ci è voluta una settimana circa di indagini, ma alla fine gli agenti ne sono venuti a capo e hanno brillantemente risolto il caso. Tutto inizia con la sensazione che un autocarro in transito sul territorio di Gavardo abbia qualcosa che non quadra e non circoli con targa propria. Viene messa in atto un'intensa attività di osservazione, abbinata a raccolta di immagini e a ricerche sul territorio. In poco tempo si riesce a individuare l'autocarro, scoprendo che ne era stato denunciato il furto, e si risale all'origine delle targhe, che appartenevano a un altro mezzo ed erano state rubate circa un anno fa.

Le pattuglie intanto sono in stato di allerta per monitorare il mezzo dalle targhe contraffatte, ma per qualche giorno non lo vedono circolare. La svolta avviene il giorno di Pasqua, quando l'autocarro dalla targa falsa viene rintracciato nel territorio di Paitone. Con l'aiuto dei carabinieri di Nuvolento, competenti per territorio, gli agenti contattano il proprietario derubato, residente a Brescia, e gli danno la lieta notizia, la miglior sorpresa pasquale che potesse arrivargli.

L'uomo raggiunge la pattuglia sul posto e si vede restituire subito l'autocarro. Le targhe contraffatte vengono invece sequestrate dalla polizia locale che nel frattempo continua a indagare per risalire a chi stava utilizzando il mezzo che da qualche giorno si aggirava per Gavardo.

Giovanna Gamba

Dopo una denuncia di furto, la polizia locale valsabbina si è subito messa sulle tracce del responsabile che è stato identificato e convocato in comando a Gavardo già il giorno dopo il fatto.

 

Nei giorni scorsi, in piazza a Gavardo, un uomo parcheggia il suo motociclo 125 per guardare dei prodotti esposti in una vetrina. Giusto un paio di minuti, una rapida occhiata e l'uomo si accinge a ripartire, ma il suo mezzo - rimasto a poca distanza con le chiavi inserite - è gia sparito. Il malcapitato incontra una pattuglia della polizia locale e racconta subito la disavventura, dopodiché si reca al comando per la denuncia.

L'allarme repentino permette di allertare le altre pattuglie che controllano il territorio, mentre a Gavardo gli agenti si mettono a indagare e interrogano alcuni testimoni. Neanche un'ora dopo, gli agenti di turno a Villanuova comunicano di aver notato un motociclo che sfrecciava in direzione Gavardo e di aver riconosciuto il conducente in quanto privo di casco: si tratta di persona nota al comando per altri reati e pertanto facilmente rintracciabile.

Nel frattempo le indagini e altre verifiche confermano inequivocabilmente che l'ipotesi è corretta e il motociclista incontrato a Villanuova è la stessa persona che si era impossessata del motociclo. Si tratta di un giovane di origine marocchina e residente a Gavardo. Il giorno dopo il ragazzo, sentendosi forse il fiato sul collo, fa trovare la moto sul confine fra Gavardo e Villanuova, ma ormai il gesto è inutile perché è già stato riconosciuto.

Lo stesso giorno viene infatti convocato al comando e, messo alle strette, ammette le proprie responsabilità. Il giovane viene denunciato per furto aggravato, oltre che per guida senza patente, mentre il motociclo viene restituito al legittimo proprietario, residente a Villanuova.

Giovanna Gamba

 

Gli agenti lo hanno fermato durante un controllo stradale a Roè Volciano. All'uomo, un 37enne residente in un paese limitrofo, è stata anche ritirata la patente.

 

Erano circa le 17 di ieri quando una pattuglia della polizia locale valsabbina ferma un'automobile per un controllo di routine. Il conducente appare subito agitato e manifesta un evidente nervosismo, quindi gli agenti decidono di approfondire. Effettuano una perquisizione del veicolo e trovano nel baule una scacciacani priva del tappo rosso che risulta essere stato spinto all'interno. Oltre a ciò vengono rinvenuti un taglierino e residui di sostanza stupefacente, eroina per la precisione, in un foglio di carta stagnola. 

Deboli e poco credibili le motivazioni addotte: un trasloco concluso da poco con l'arma dimenticata casualmente nel baule, il tappo rosso occultato per sbaglio, su suggerimento di un amico. In breve lo stesso uomo capisce di non poter giustificare quanto gli viene contestato e si assume le proprie responsabilità.

L'uomo viene accompagnato al comando e denunciato per porto abusivo d'armi, in quanto la scacciacani sembra a tutti gli effetti una pistola vera, e segnalato alla prefettura come consumatore di sostanza stupefacente. Gli viene inoltre ritirata la patente, visto che al momento del controllo si trovava alla guida di una BMW.

Il 37enne abita in un paese vicino a Roè Volciano ed è originario dello Sri Lanka.

E’ giunta intorno alle 19:00 di ieri, sabato 9 aprile, alla Sala Operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda, la segnalazione relativa al mancato rientro di un windsurfista di nazionalità tedesca, che aveva parcheggiato la propria auto presso il parcheggio di un albergo del Comune di Tignale per intraprendere l’attività sportiva.

Immediato l’avvio del coordinamento delle ricerche da parte della Guardia Costiera del Lago di Garda, che ha disposto l’impiego in area di una propria motovedetta – la CP 862 –, di una pattuglia terrestre e di un un’unità dei Vigili del Fuoco di Riva del Garda.

Richiesto anche l’impiego di un elicottero dell’Aeronautica militare di Poggio Renatico, dei Carabinieri di Gargnano e dei Vigili del Fuoco di Brescia, questi ultimi muniti di droni per la ricerca litoranea.

Proprio i Vigili del Fuoco, intorno alle 03:00 di questa mattina, mentre l’elicottero dell’Aeronautica e la motovedetta della Guardia Costiera erano impegnati in attività di ricerca su una vasta area che abbracciava il centro e alto garda, hanno individuato, a pochi metri dalla costa, una tavola da windsurf vicino al circolo velico del Comune di Toscolano Maderno.

Recuperata dall’Equipaggio della Motovedetta della Guardia Costiera la stessa risultava essere riconducibile a quella con cui lo sportivo tedesco era stato visto per l’ultima volta nel pomeriggio di ieri intorno alle ore 16:00.

Sono, pertanto, proseguite per tutta la notte le ricerche del disperso, mediante due sortite aeree ed il costante impiego di unità navali della Guardia Costiera, mentre lungo il litorale costiero continuano le ricerche da parte dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri.

Le attività SAR proseguiranno anche nella giornata di oggi su tutto lo specchio lacuale gardesano, mediante l’impiego di altre unità navali e di elicotteri, per cercare di individuare il disperso.

Sempre nel pomeriggio di ieri, durante il passaggio della forte perturbazione, i guardiacoste di Salò, congiuntamente ai Vigili del Fuoco di Bardolino, erano intervenuti in soccorso di un velista in difficoltà e alla deriva, poi recuperato a bordo della Motovedetta della Guardia Costiera, nelle acque antistanti Lazise e sbarcato poi a Peschiera.

Intorno alle 18:00 di ieri, altro intervento tempestivo da parte della Guardia Costiera, ad un diportista che, infortunatosi ad una mano su un gommone a largo del porto di Portese di San Felice del Benaco, veniva raggiunto, trasbordato, assistito per la ferita e trasferito nel vicino porto ove era stato richiesto l’intervento del 118 al quale veniva consegnato dopo pochi minuti per le cure del caso.

 

 Foto repertorio

La polizia locale ha presentato il bilancio 2021: monitoraggio costiero, incremento di telecamere di videosorveglianza, progetto On The Road e attività istituzionali per una Sirmione sempre più sicura.

 

Tempo di bilanci per le attività della Polizia Locale di Sirmione, che anche nel 2021 si è occupata di molteplici attività per garantire servizi fondamentali sia ai cittadini che popolano il paese nella quotidianità, sia ai turisti. Le attività istituzionali ordinarie sono state principalmente suddivise tra interventi sul territorio, controlli costanti con il monitoraggio dei varchi elettronici per rilevare il transito dei veicoli, pratiche, accertamenti e molto altro.

"Il 2021 ci ha nuovamente impegnato - afferma Roberto Campagnola, assessore ai Lavori Pubblici, Viabilità e Sicurezza - per garantire il rispetto dei DPCM. Questo, soprattutto nella prima parte dell’anno, ha comportato restrizioni sulle nostre abitudini comportamentali, come l’obbligo di mascherina e il mantenimento delle distanze. Ciònonostante, Sirmione ha accolto molti turisti e la Polizia Locale è sempre stata in prima linea per assicurare sicurezza e tranquillità agli ospiti ed ai residenti, supportati da diversi mezzi operativi, garantendo in tal senso maggiore flessibilità di intervento anche nelle aree più complicate da raggiungere, quali spiagge e litorali”.

Grazie alla rinnovata collaborazione con il gruppo di Protezione Civile della Val Carobbio, gli operatori sono intervenuti nel mese di luglio in seguito al forte vento che ha abbattuto diversi alberi ad alto fusto e non. Il loro prezioso contributo nell’arco di pochi giorni ha consentito di liberare strade e litorali, restituendoli tempestivamente alla comunità. La nuova convenzione siglata con Il gruppo di protezione civile del Basso Garda ha invece permesso di monitorare le aree maggiormente affollate da bagnanti ed imbarcazioni, fornendo assistenza immediata e segnalando tempestivamente criticità ed infrazioni riscontrate durante il periodo estivo.

Nel corso dell'anno 2021 sono state accertate 36 violazioni alle norme della navigazione, inoltre gli interventi della protezione civile, tra cui il soccorso ad un bagnante in difficoltà, il traino di un'imbarcazione guasta, l’accompagnamento in porto di un natante che imbarcava acqua con il rischio di affondamento. A supporto del personale di Polizia Locale e di Protezione Civile, vi è stata altresì la partecipazione dei ragazzi che hanno aderito al progetto "On the Road", i quali hanno potuto testare modalità e procedure di soccorso che quotidianamente tutte le forze dell'ordine svolgono sul lago. A questi si aggiungono il monitoraggio dell’app 1Safe, forma di sicurezza partecipata che mette a disposizione del cittadino la possibilità di segnalare situazioni anomale o pericolose, e quella dell’app Librarisk, la piattaforma di comunicazione del rischio che permette alla cittadinanza di consultare il Piano di Protezione Civile del Comune, oltre che ricevere comunicati di allerta meteo.

Scendendo nel dettaglio, il personale ha redatto nel corso del 2021, 267 relazioni di servizio inerenti accertamenti, sopralluoghi, interventi, controlli espletati e segnalazioni a vario titolo effettuate. Sono stati stilati 8621 verbali, suddivisi tra sanzioni del codice della strada e violazioni amministrative, 3379 le pratiche di rinnovo o rilascio permessi di circolazione, 50 controlli per presunti illeciti urbanistici, taglio siepi e aree verdi, 133 pratiche di dichiarazione di ospitalità, 53 gli incidenti stradali rilevati.

Una sottolineatura importante riguarda la videosorveglianza, per la quale il Comune ha dotato il proprio territorio di un adeguato sistema integrato e permanente, coerente con le più recenti disposizioni in materia di incolumità pubblica e di tutela della sicurezza urbana. Il sistema si pone come principale obiettivo la sorveglianza notturna e diurna di particolari aree definite come "sensibili", tramite un'adeguata e capillare rete di telecamere di tipo fisso, facente capo a una o più postazioni di controllo. Durante l’anno 2021, il sistema di videosorveglianza è stato progressivamente implementato, passando dalle 37 telecamere del 2020, alle attuali 65. Anche il già attivo sistema di lettura targhe Selea, denominato ANPR (Automatic Number Plate Recognition), è stato incrementato, passando dalle 11 telecamere del 2020 alle 12 del 2021.

 

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