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Bagolino chiama a raccolta fotografie e ricordi per il Centenario dell'Incoronazione della Madonna di San Luca. La memoria di una comunità passa anche attraverso le fotografie. Volti, processioni, celebrazioni, addobbi, momenti di festa e di devozione custoditi negli album di famiglia possono trasformarsi in un prezioso patrimonio collettivo. È con questo spirito che la Parrocchia di San Giorgio di Bagolino lancia un appello a tutti gli appassionati di fotografia e ai cittadini dell'Alta Valle Sabbia in vista delle celebrazioni del Centenario dell'Incoronazione della Madonna di San Luca, in programma dal 19 al 27 settembre 2026. 

L'iniziativa prevede l'allestimento di una grande mostra fotografica collettiva, che racconterà un secolo di storia, fede e tradizioni attraverso le immagini conservate nelle case delle famiglie bagosse e dei paesi vicini. L'invito è rivolto ai fotografi e ai cittadini di Bagolino e Ponte Caffaro, ma anche di Vestone, Lavenone, Idro, Capovalle, Anfo e dell'intera Alta Valle Sabbia, con l'obiettivo di costruire un'esposizione capace di restituire la ricchezza della memoria condivisa del territorio. 

Si cercano fotografie dedicate alle feste del passato, alle processioni, alle cerimonie religiose, agli allestimenti delle vie e delle piazze e a tutti quei momenti che hanno accompagnato negli anni le celebrazioni della Madonna di San Luca. Se possibile, nelle immagini dovrà comparire l'icona della Madonna, protagonista delle solenni ricorrenze che da un secolo rappresentano uno dei momenti più significativi della vita religiosa e sociale della comunità. 

Le fotografie raccolte saranno sottoposte a una selezione e quindi esposte per tutta la durata delle manifestazioni del Centenario, offrendo ai visitatori un percorso nella memoria collettiva fatto di immagini, volti e testimonianze. L'iniziativa non vuole essere soltanto una mostra, ma anche un'occasione per ricostruire la storia della comunità attraverso gli sguardi di chi l'ha vissuta, valorizzando il patrimonio fotografico diffuso che spesso rimane custodito negli archivi familiari. 

Al termine delle celebrazioni, una copia digitalizzata delle fotografie entrerà a far parte dell'archivio della Parrocchia, con il consenso degli autori, contribuendo così alla conservazione e alla valorizzazione della memoria storica del paese anche per le generazioni future. 

Le immagini dovranno rispettare le indicazioni tecniche riportate nel regolamento dell'iniziativa e potranno essere consegnate entro l'8 agosto. Le fotografie potranno essere in bianco e nero o a colori, montate su cartoncino oppure incorniciate secondo le modalità previste dagli organizzatori. 

Per partecipare è possibile richiedere il regolamento e ulteriori informazioni contattando Beppe Alberti al numero 331 1892406. 

Un invito rivolto non solo agli appassionati di fotografia, ma a tutte le famiglie che conservano nei propri cassetti immagini capaci di raccontare un secolo di fede, tradizioni e vita comunitaria. Ogni fotografia potrà diventare un tassello di una storia più grande: quella di Bagolino e della sua devozione alla Madonna di San Luca.

 

 

 

Nel centenario della morte, domenica 28 giugno alle 20:30 presso il salone Pio XI, Gavardo ricorda la venerabile Madre Elisa Baldo con lo spettacolo teatrale "Il miracolo di madre Elisa". Testo di John Comini, in scena Andrea Giustacchini e Paola Rizzi, collaborazione tecnica di Luca Lombardi e Peppino Coscarelli. Ingresso libero.

 

Cento anni di eredità spirituale, di accoglienza e di amore incondizionato verso gli ultimi. In occasione del centenario della morte di Madre Elisa Baldo, la comunità di Gavardo si prepara a riviverne la straordinaria vicenda umana e spirituale attraverso il linguaggio universale del teatro.

Domenica 28 giugno alle 20:30, il salone Pio XI di Gavardo ospiterà uno spettacolo teatrale interamente dedicato alla religiosa bresciana, dichiarata venerabile da Papa Francesco il 16 marzo 2015. L'iniziativa, presentata dall'Unità Pastorale che porta proprio il nome di Madre Elisa, fondatrice delle Umili Serve del Signore, vedrà come protagonista la storica compagnia del Teatro Gavardo in un racconto sospeso tra storia locale, fede e sollidarietà internazionale.

Sul palcoscenico saliranno due volti noti e stimati del panorama teatrale locale, gli attori Andrea Giustacchini e Paola Rizzi. A loro sarà affidato il compito di dare corpo e voce ai brani più significativi e toccanti della vita della fondatrice.

Non si tratterà, però, di una semplice narrazione biografica. La recitazione dialogherà infatti costantemente con la multimedialità: durante lo spettacolo verranno proiettate immagini d'epoca inedite, capaci di restituire l'atmosfera storica della Gavardo di fine Ottocento e inizio Novecento. Accanto alla memoria del passato, lo spettacolo offrirà un ponte verso il presente, mostrando attraverso video e fotografie il servizio quotidiano di carità che le suore "Umili Serve del Signore" conducono ancora oggi, sia sul territorio locale - a Casa San Giuseppe - sia oltreoceano, nelle missioni in Brasile.

Con questa nuova produzione, il Teatro Gavardo aggiunge una tessera fondamentale al suo mosaico di tributi dedicati alle grandi anime che hanno segnato la storia religiosa e sociale della zona. Dopo aver raccontato in passato le vite di don Andrea Persavalli, suor Liliana Rivetta e don Pierluigi Murgioni, la compagnia torna a focalizzarsi su una figura che ha profondamente segnato l'identità del paese.

Lo spettacolo approfondirà le radici gavardesi di Elisa, la nascita della sua vocazione, la tenacia con cui ha costruito la sua opera caritatevole e, in particolare, il suo straordinario e provvidenziale incontro con Padre Giovanni Battista Piamarta, oggi Santo, figura che ebbe un ruolo cruciale nel sostenerne e indirizzarne il percorso.

Dietro la messa in scena c'è un meticoloso lavoro di documentazione. Il testo teatrale, firmato da John Comini, è infatti il risultato dello studio di numerose fonti bibliografiche ufficiali. Comini si è avvalso direttamente dell'autobiografia della religiosa, oltre che di testi di riferimento imprescindibili per la storiografia locale. In particolare, lui stesso cita “Madre Elisa Baldo. La vita e le opere nelle sue lettere” di Mario Trebeschi e “Solo un’umile serva del Signore” di Luigi Porsi.

Il risultato è un ritratto fedele, intimo e privo di retorica, capace di restituire la grandezza spirituale di una donna che, pur definendosi "un'umile serva", ha saputo cambiare il destino di tantissime persone.